Analisi: PD (vincerà o no le prossime elezioni?)

Siamo arrivati alla fine dell’analisi dei partiti (ma ci sarà spazio anche per il M5S).
Il PD, il tanto vituperato Partito Democratico, alla fine si ritrova ad essere il partito più solido e con prospettive future (a medio periodo) più interessanti; vediamo il perché:

  • Posizione di partenza: è da tempo il prima partito d’Italia e la coalizione di centrosinistra è da quasi un anno si trova nei sondaggi avanti alla coalizione di centrodestra (do per scontato che Casini non vada con il Pd).
  • Leader: Bersani, anche lui non osannatissimo, rimane sempre tra i leader che ispirano più fiducia, ha passato prima la tempesta berlusconiana, poi quella vendoliana, quella renziana e per ora tiene testa anche a Grillo. A dire il vero difficilmente si è trovato in cima alla classifica delle preferenze, però rimane stabile e non passa via velocemente come se fosse una moda passeggera. Continua a leggere
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Analisi: IdV e SeL (il Dottor Jekyll e Mister Hyde della politica italiana)

Puntata di in Onda con vendola, Di Pietro e il cartonato di Bersani
Metto insieme i due partiti di sinistra perché li ritengo uniti dallo stesso destino.
Entrambi sono visti come quelli di Sinistra, la vera sinistra, autentici fino in fondo. Hanno approcci, profondamente diversi da un punto di vista comunicativo, Di Pietro è schietto e molto popolano (se non populista) nei concetti e nelle espressione che fa da contraltare alla ricercatezza di Vendola (secondo me barocco nei modi e anche nella concezione, nel senso che la ricercatezza non è genuina).
Entrambi però hanno un obiettivo: convincere il PD a creare quella coalizione di centrosinistra, possibilmente escludendo i centristi. Il perché è presto spiegato: senza il PD i due partiti sono morti, farebbero la fine  dei vari Verdi o comunisti vari (c’è da dire che anche il PD non potrà mai governare da solo, ma questo lo vedremo un’altra volta).
Dai sondaggi si vede che i due partiti viaggiano tra il 5 e il 10% (dipende dai periodi), dunque assieme (nella migliore delle ipotesi) potrebbe valere quasi quanto il PD da solo; ma senza una “spalla” forte da soli non reggono e cadrebbero verso il 5%.
Spiegazione: se fanno coalizione col PD possono “vendersi” come Sinistra Vera (non come l’ambiguo PD), i puri e duri etc etc e raccoglierebbero molti voti degli elettori PD che sognano un centrosinistra forte (nel 2008 l’IdV raddoppiò i propri voti rispetto al 2006 proprio perché era l’unico alleato del PD e se oggi vale tanto deve sempre ringraziare il PD). La seconda ipotesi è andare da soli (ipotesi lanciata nel programma di cui ho messo il link sopra) ma non sarebbero visti come alternativa “credibile” in grado di governare, mentre il PD sì e dunque ci sarebbe l’effetto alle urne opposto a quanto detto poche righe prima. Continua a leggere

Breaking News: La rivoluzione (mancata) del PDL

Sono settimane che nel (mal ridotto) PDL si urla alla rivoluzione, alla novità del decennio, al cambiamento radicale come quello di inizio anni ’90. Oggi doveva essere il grande giorno e cosa è stato presentato?

Il presidenzialismo alla francese.

Che di per sé è anche un bell’argomento di discussione e saremmo tutti felici di discuterne se non fosse che il PDL ha ben altri problemi più gravi e non mi pare che questo “slogan” possa scaldare gli animi dei cittadini.
È il famoso caso della montagna che partorisce il topolino. Come molti politici hanno già commentato è un modo per sparigliare, il tempo sarebbe insufficiente e trovare un accordo senza una maggioranza solida è praticamente impossibile, è già tanto se riusciranno a fare una riforma di legge elettorale…

Alfano aveva creato un hype esagerato, si parlava di un partito vestito da movimento (che va tanto di moda) da affiancare al PDL e invece ha tirato fuori un’idea che come filosofia è proprio l’opposto: sa di politica stantia.
La nota che mette i brividi Continua a leggere

Analisi: UDC e Terzo Polo

Che dire dell’ormai fu Terzo Polo?
Ben poco, l’Api è nato come distaccamento dei piddini centristi (o cattolici come volete voi) e si basa tutto sulla figura del suo leader Rutelli, non una buona stella insomma… (c’era anche Tabacci come figura di spicco, però è andato a finire al comune di Milano).

Fini ha una storia molto simile: distaccamento dal PDL, due figure centrali (Fini e Bocchino ma di fatto solo Fini è veramente importante) e scarso appeal alle urne.
Entrambi i partiti senza Casini sembrano destinati a scomparire a meno che non tornino all’ovile (PD e PDL), ma dato che Casini li ha appena scaricati e i loro ex colleghi non li vedono bene (Fini ha litigato con Berlusconi, che è un po’ come aver contro il Moggi di qualche anno fa, e dall’altra parte il caso Lusi) possiamo dire con serenità che l’api e fli sono morti giovani. Continua a leggere

Analisi: Lega Nord

La Lega ha preso uno bello schiaffo ultimamente, i voti sono calati a picco e la situazione sembra disperata, ma… io la vedo messa meglio in confronto al pdl!
Il perché lo si può condensare in due fattori:

  • radicamento sul territorio
  • Leader futuri

Il primo è anche inutile commentarlo, il secondo invece riguarda la figura di Maroni e quella di Tosi.
Secondo me Maroni deve avere in testa due obiettivi principali: eliminare la figura di Bossi (eliminando così il trinomio lega-Bossi-scandali) e dall’altra smussare i toni sule politiche padano-centriche. Su quest’ultima mi spiego meglio; il fatto che la Lega sia radicata al Nord è un fattore positivo ma anche un tappo alla sua ascesa a livello nazionale, se Maroni saprà rendere la Lega più “moderata” (la figura di Maroni va già verso questa direzione), ma mantenendo la sua anima di movimento di protesta, potrà avvantaggiarsene in un futuro.
Nel breve periodo però la Lega continuerà a subire gli effetti nefasti degli scandali legati ai rimborsi. Continua a leggere

Analisi: PDL

Il PDL, da quando è caduto il governo Berlusconi, non ha fatto che perdere voti e oggi si ritrova, stando ai sondaggi, pure dietro a Grillo.

Come sarà il futuro del PDL? Per capirlo bisogna vedere la situazione di oggi e aver comprese le dinamiche passate.
Il PDL nasce come partito per contrastare il PD, il PD aveva un nome nuovo, univa due importanti partiti etc il PDL ricalca questi due concetti (ma ne trascura altri molto importanti) e va a vincere le elezioni. A differenza del PD il PDL però viene creato in un lasso di tempo molto ristretto e viene ideato e gestito principalmente da Berlusconi. In pratica Berlusconi usa il PDL come se fosse Forza Italia allargato ai militanti di AN, questo porta prima al distacco di Fini poi a creare due correnti interne molto forti e distaccate formate rispettivamente da ex AN ed ex forzisti (i primi rimpiangeranno AN, altri rimpiangeranno la vecchia Forza Italia).

Nel Frattempo Berlusconi, capite le difficoltà a gestire un partito che si stava dilaniando, apre alle richieste da parte di molti dirigenti di avere più democrazia interna (Formigoni è da 10 anni che spera di essere il successore di Berlusconi). Lo fà in un modo un po’ particolare: designa in modo autonomo Angelino Alfano senza che ci sia stato un vero congresso ed una vera votazione da parte di altri dirigenti del pdl.

Il quid  Continua a leggere