Analisi: PDL

Il PDL, da quando è caduto il governo Berlusconi, non ha fatto che perdere voti e oggi si ritrova, stando ai sondaggi, pure dietro a Grillo.

Come sarà il futuro del PDL? Per capirlo bisogna vedere la situazione di oggi e aver comprese le dinamiche passate.
Il PDL nasce come partito per contrastare il PD, il PD aveva un nome nuovo, univa due importanti partiti etc il PDL ricalca questi due concetti (ma ne trascura altri molto importanti) e va a vincere le elezioni. A differenza del PD il PDL però viene creato in un lasso di tempo molto ristretto e viene ideato e gestito principalmente da Berlusconi. In pratica Berlusconi usa il PDL come se fosse Forza Italia allargato ai militanti di AN, questo porta prima al distacco di Fini poi a creare due correnti interne molto forti e distaccate formate rispettivamente da ex AN ed ex forzisti (i primi rimpiangeranno AN, altri rimpiangeranno la vecchia Forza Italia).

Nel Frattempo Berlusconi, capite le difficoltà a gestire un partito che si stava dilaniando, apre alle richieste da parte di molti dirigenti di avere più democrazia interna (Formigoni è da 10 anni che spera di essere il successore di Berlusconi). Lo fà in un modo un po’ particolare: designa in modo autonomo Angelino Alfano senza che ci sia stato un vero congresso ed una vera votazione da parte di altri dirigenti del pdl.

Il quid La storia del quid è una battuta ma centra il problema di Alfano, se ci fossero state delle votazioni interne al partito, o addirittura delle primarie aperte ai militanti, Alfano probabilmente non sarebbe mai diventato segretario. Questo genera due grossi problemi: deve un grosso favore a Berlusconi e non potrà mai smentirlo e se mai volesse farlo scatta il secondo problema, non essendo stato eletto non ha la “forza” di contrastare Berlusconi dicendo: “io ho i voti del partito e dunque ho la legittimazione derivante dai loro voti”. E qui si crea l’effetto “Ambra Angiolini” come spiega bene Crozza:

Il futuro Il PDL è Berlusconi e c’è poco da fare, pure negli ultimi sondaggi l’unico leader che sembra piacere agli elettori del centrodestra sembra essere sempre lui. Però non si può tornare ancora allo stesso candidato degli ultimi 20 anni, bisogna guardare avanti e chi c’è di nuovo?

  • Alfano con i problemi di quid,
  • gli esponenti forzisti hanno spesso vissuto all’ombra di Berlusconi (sia come immagine che come pensiero politico), gli unici che hanno un’immagine abbastanza forte sono oramai vecchi (vedi Pisanu, Letta etc)
  • gli ex AN, (La Russa e Gasparri ad es.) si sono giocati bene le loro carte e secondo me hanno un’immagine forte, anche se io personalmente non gli darei 5 cent dal punto di vista dell’intelligenza.
  • Crosetto, io ce lo metto e devo dire che se dovessi mai votare per delle primarie del pdl voterei lui ha dimostrato coraggio e idee interessanti e uno spirito molto Forza Italia prima maniera che nel centrodestra piace molto.

N.B. Voglio precisare che non ho un partito di riferimento e cercherò di analizzare tutti i partiti con lo stesso metro di giudizio.

Comunque se devo concludere non vedo bene il centrodestra italiano, se non trova più un catalizzatore di idee faticherà a tornare unito e vincente. E da questo punto di vista la strada sembra ancora lunga.

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