Analisi: PD (vincerà o no le prossime elezioni?)

Siamo arrivati alla fine dell’analisi dei partiti (ma ci sarà spazio anche per il M5S).
Il PD, il tanto vituperato Partito Democratico, alla fine si ritrova ad essere il partito più solido e con prospettive future (a medio periodo) più interessanti; vediamo il perché:

  • Posizione di partenza: è da tempo il prima partito d’Italia e la coalizione di centrosinistra è da quasi un anno si trova nei sondaggi avanti alla coalizione di centrodestra (do per scontato che Casini non vada con il Pd).
  • Leader: Bersani, anche lui non osannatissimo, rimane sempre tra i leader che ispirano più fiducia, ha passato prima la tempesta berlusconiana, poi quella vendoliana, quella renziana e per ora tiene testa anche a Grillo. A dire il vero difficilmente si è trovato in cima alla classifica delle preferenze, però rimane stabile e non passa via velocemente come se fosse una moda passeggera.

Il perché di questa tenuta va, secondo me, ricercata in un fattore determinante: il rinnovamento. Ha introdotto le primarie aperte a tutti (al PD ha portato anche dei dolori però è una novità molto importante e apprezzata che ora molti vorrebbero copiare), il suo leader non è stato logorato da 20 anni di leadership (non sarà una faccia nuovissima come Vendola o Grillo ma è pur sempre più “fresco” di Berlusconi, Bossi, Fini o Casini), in più dietro di sè c’è molto movimento di persone e idee nuove; dico tre nomi di giovani promettenti: Renzi, Serracchiani e Civati, nessun altro partito può vantare tanti nomi così giovani, per non parlare dei vari ex-sindaci.
Se il Pd saprà continuare a innovare (escludo rivoluzioni copernicane e, peggio che peggio, chiudersi su sé stesso) avrà di fronte a sé un futuro ancora più roseo.

Note Negative: 

  • Il centrosinistra sa sempre come farsi del male (sindrome di Tafazzi)
  • La storia (sia quella del mondo che quella dei partiti) va a cicli e il ciclo a favore del PD dura da tempo, non so se arriverà fino al 2013.
  • Bersani mi pare un po’ restio a cambiare e ad aprirsi ad una sfida interna (= non vuole innovare), però per ora è presto iniziare a scannarsi all’interno del partito già da oggi sarebbe deleterio (= sindrome di Tafazzi). Vedremo.
  • Grillo sta spiazzando tutti e il Governo Monti sarà anche un medicina amara ma giusta per il paese ma ai sondaggi alla lunga non farà bene.

Quando si è in testa non si può fare altro che perdere e con questo mare in tempesta non si sa cosa può accadere; onestamente io non vorrei essere nella posizione di Bersani.
Chi potrebbe andare incontro al PD potrebbero essere proprio quelli del PDL. Sono dilaniati da correnti interne, mal sopportano Monti e peggio che peggio i sondaggi dicono che i loro elettori non li votano proprio perché sostengono i tecnici (ci sono altri motivi ma uno dei più importanti è questo). Più volte si è sentito dire che potrebbero staccare la spina al governo e se questo portasse alle elezioni ad Ottobre andrebbe tutto a favore del PD (sinistra+vittoria politca ad ottobre= rivoluzione d’ottobre? Sto scherzando ovviamente).

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