Casini di fatto lo ufficializza: si vota ad Ottobre!

Per il titolo basta aver letto (o sentito) oggi Casini ha aperto esplicitamente ad un’alleanza col PD e chiuso col PDL. Dato i sondaggi in caduta e la mancanza di un leader spendibile in campagna elettorale il PDL è dato 1:30 per le prossime elezioni. Prossime elezioni che lo stesso Casini nell’intervista dice che probabilmente saranno ad ottobre. Sommatela al fatto che PD e PDL si stanno attrezzando per le primarie (ovvero alla campagna elettorale) e capirete che la maggioranza parlamentare è sempre più a rischio. Inoltre c’è da considerare che l’UDC è il partito più Montiano, e se pure il suo leader ammette che sente l’aria di fine legislatura per il governo dei tecnici, allora l’ipotesi appare più una certezza che una mera possibilità.

Azzardando un’ipotesi cronologica della sua fine:
Passa la fiducia sulla legge Fornero -> Monti vola a Bruxelles e cerca di strappare un’apertura alla Merkel per un piano di aiuti all’Europa più consistente -> La Merkel dice no (come ha ribadito oggi) -> i mercati vanno giù -> lo spread si alza -> i giornali (non solo italiani) parleranno di vertice inutile e della debolezza di Monti -> i partiti si agiteranno -> il PDL si chiederà: Berlusconi è caduto per colpa dello spread e Monti no? Bam! Lo si sfiducia alla prima occasione (una delle tante riforme strutturali che senza fiducia non passerebbero mai in parlamento) -> si và tutti alle elezioni -> siamo tutti felici (almeno per qualche mese).
La sfiducia dovrebbe esserci prima delle vacanze di Agosto e dopo aver trovato un accordo sulla nuova legge elettorale, ma l’ultimo punto è quello meno importante. Continua a leggere

Anche in Grecia si sperimenta una maggioranza che unisce destra e sinistra, durerà anche lì un anno?

In Grecia ha vinto la destra europeista e se fosse una favola ci starebbe un bel “e vissero tutti felici e contenti”. Eppure io non sono così fiducioso perché per governare “Nea Dimokratia” dovrà allearsi col Pasok (i socialisti greci).
Io non seguo la politica greca, ma da quello che è uscito nell’ultimo anno ho capito che la politica in Grecia è instabile come poche altre (peggio della nostra per dire!); prendo ad esempio il referendum pro aiuti europei del 2011 (idea poi abortita) e le precedenti elezioni di maggio che hanno portato ad un nulla di fatto.

Alla luce di questo: quanto può durare questa larga maggioranza che noi in Italia chiameremmo “governo di responsabilità nazionale”?
Secondo me l’anno prossimo ci ritroveremo ancora qua a parlare delle elezioni greche e del rischio per l’economia europea e mondiale.

Governo Tecnico: è già ora della fine?

Non è una vera e propria formazione politica ma sta a capo del governo del nostro Paese.
Il Governo si trova in un momento di svolta: prima era forte grazie alla nomina ricevuta dal capo dello Stato, della pressione dei mercati, dello stato di emergenza e della fiducia della maggioranza degli italiani. Oggi (come si poteva immaginare) la situazione si è lentamente deteriorata: i partiti politici sono meno convinti nel sostegno al governo e la fiducia è in lento declino.

I problemi nascono con il rapporto tra partiti e governo, i sondaggi non premiano i partiti che sostengono il governo tecnico e i partiti di opposizione stanno attaccando duro per non perdere voti a favore di Grillo.
La Fornero sembra arrivata al capolinea, il problema degli esodati sembra non sia mai stato sotto il suo controllo e l’ultimo qui pro quo sui dati presentati dall’INPS ne è l’ennesima prova. Arrivata al capolinea perchè l’ira dei partiti potrebbe cadere proprio su di lei, IDV e Lega voteranno una sfiducia, ma anche parte del PD potrebbe gradire un nuovo ministro del lavoro, per non parlare del PDL che manderebbe tutto il governo a casa. Tutto dipenderà da cosa dirà la Fornero settimana prossima in parlamento. Comunque qualche testa dovrà cadere, o quella dei dirigenti INPS oppure quello della ministra (perché è evidente che qualcuno ha sbagliato). Continua a leggere

Analisi: MoVimento 5 Stelle (e il problema Grillo)

Oggi parlo della Grande novità (proprio con la G maiuscola) di queste elezioni: il moVimento 5 stelle (proprio con la V maiuscola per sottolineare il Vaffanculo, una scelta stilistica non proprio degna di un lord inglese).
In realtà non c’é molto da dire perché tutto deve essere ancora scritto e detto del movimento, non ci resta che aspettare e osservare.

Per ora si sa che viaggia intorno alle percentuali di un, oramai, decaduto PDL e che si lancia come essere il nuovo, un partito che vive di entusiasmo e di gente nuova.
Gli slogan iniziali del M5S erano semplici e ampiamente condivisibili (volontà di abolire gli sprechi, più democrazia e più trasparenza), ora il movimento è diventato grande ed è più che un movimento (non chiamatelo partito che se no si arrabbiano).

La domanda che si pongono tutti è: ce la farà a governare il paese?
Domanda quasi inutile dato che, seppur stia andando bene, senza alleanze non potrà mai avere la maggioranza in parlamento. Anche se qui ci sarebbe da aprire una grossa parentesi: Grillo ha sempre detto che non voleva allearsi con nessuno, perché tutti i partiti sono sporchi etc, così da mantenere un’aurea di fermezza e trasparenza. Ora che è diventato uno dei più grandi partiti d’Italia (stando ai sondaggi) e se dovesse entrare con forza in parlamento, potrà ancora permettersi di non “comunicare” con i partiti?

Inoltre: quanto durerà la “magia” del movimento?
In primis c’è da capire come andrà a Parma (per ora non benissimo, ma si sa che bisogna aver pazienza con i bambini piccoli) e bisogna anche capire che vuole fare da grande. Ovvero: che linea di politica estera pensano di tenere? Quella interna? Ma soprattutto, che pensano di fare con il ministero dell’economia?

E con quest’ultima domanda nasce un grosso problema: il problema Grillo. Continua a leggere

(Little) Breaking News: Salvini eletto nuovo segretario lombardo (la demagogia torna con forza nella Lega).

Lo avevo detto pochi giorni fa; nella Lega ci sono molti volti nuovi pronti per la leadership del futuro, tra cui Salvini, su cui mi ero espresso a fine post con un netto: “No, per ora Salvini direi proprio di no.”

Non perché non era una persona in vista nel partito ma perché a me personalmente non piace. È uno che sa tirare sù i voti e questo per un politico dovrebbe bastare, ma le sue uscite e il suo modo di fare politica è troppo demagogico per i miei gusti.
Basta andare sulla sua pagina wikipedia per capire il personaggio, indubbiamente molto vicino all’elettorato più “celtico” della Lega.
Salvini fa parte dei cosiddetti “maroniani” (che con questa vittoria continuano a vincere sui candidati “bossiani”), anche se Salvini da europarlamentare aveva come assistente il fratello di Bossi (ruffianaggine? Semplice cambio di idee?). Continua a leggere