Analisi: MoVimento 5 Stelle (e il problema Grillo)

Oggi parlo della Grande novità (proprio con la G maiuscola) di queste elezioni: il moVimento 5 stelle (proprio con la V maiuscola per sottolineare il Vaffanculo, una scelta stilistica non proprio degna di un lord inglese).
In realtà non c’é molto da dire perché tutto deve essere ancora scritto e detto del movimento, non ci resta che aspettare e osservare.

Per ora si sa che viaggia intorno alle percentuali di un, oramai, decaduto PDL e che si lancia come essere il nuovo, un partito che vive di entusiasmo e di gente nuova.
Gli slogan iniziali del M5S erano semplici e ampiamente condivisibili (volontà di abolire gli sprechi, più democrazia e più trasparenza), ora il movimento è diventato grande ed è più che un movimento (non chiamatelo partito che se no si arrabbiano).

La domanda che si pongono tutti è: ce la farà a governare il paese?
Domanda quasi inutile dato che, seppur stia andando bene, senza alleanze non potrà mai avere la maggioranza in parlamento. Anche se qui ci sarebbe da aprire una grossa parentesi: Grillo ha sempre detto che non voleva allearsi con nessuno, perché tutti i partiti sono sporchi etc, così da mantenere un’aurea di fermezza e trasparenza. Ora che è diventato uno dei più grandi partiti d’Italia (stando ai sondaggi) e se dovesse entrare con forza in parlamento, potrà ancora permettersi di non “comunicare” con i partiti?

Inoltre: quanto durerà la “magia” del movimento?
In primis c’è da capire come andrà a Parma (per ora non benissimo, ma si sa che bisogna aver pazienza con i bambini piccoli) e bisogna anche capire che vuole fare da grande. Ovvero: che linea di politica estera pensano di tenere? Quella interna? Ma soprattutto, che pensano di fare con il ministero dell’economia?

E con quest’ultima domanda nasce un grosso problema: il problema Grillo.
Sappiamo tutti che Grillo serve a fare da megafono al movimento, ma di fatto è lui che ha creato gli slogan dove poi una parte di italiani si è riconosciuta  (e non il contrario) dunque per ora non si differenzia molto da un normale leader di partito. Ma soprattutto sappiamo che Grillo fa uscite del tipo: Via dall’euro e non paghiamo il debito etc. Alcuni dicono che sono battute e che quello non è il programma vero, ma a me pare una scusa che fa molto “vecchia politica”, la famosa tattica del: “la sparo grossa vedo che succede e poi smentisco se va male”. In questo caso si dice che sono battute (un caso analogo è successo con Berlusconi qualche giorno fa) ma il problema è: chi fa il programma?
Dato che Grillo ha già messo un diktat su una nomina di un assessore al sindaco di Parma, farà lo stesso con il programma nazionale?

E da qui parte un’altra domanda: Lo scriveranno i vari candidati o lo scriverà Grillo insieme a Casaleggio come il non-statuto? Vi linko qua la lettera di casaleggio al Corriere che mi ha fatto sorridere: a leggerla sembra che stia parlando “Suor Immacolata”, sembra che lui non centri nulla e che sia lì solo per amore del suo amico Beppe (leggete pure l’ultimo paragrafo della lettera per capire a cosa mi riferisco).

In definitiva: gli italiani sono molto scettici sul fatto che il MoVimento 5 Stelle sappia veramente governare un Paese (per ora i fatti gli danno ragione), dall’altra però vogliono che la politica cambi decisamente corso. Il giusto mix sarebbe quello attuale (stando ai sondaggi): un M5S forte ma non abbastanza in modo da lasciare ad un altro schieramento il 50%+1 delle preferenze.

P.s. Si accettano scommesse: Grillo andrà a “salvare” il Sindaco Pizzarotti, oppure lascerà che se la sbrighi da solo?
Questo è un grosso rischio, perché se l’esperimento di Parma dovesse fallire la fiducia verso il movimento colerebbe a picco e si brucierebbero anni di sforzi e campagne mediatiche sul web.

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2 thoughts on “Analisi: MoVimento 5 Stelle (e il problema Grillo)

  1. “Per ora si sa che viaggia intorno alle percentuali di un, oramai, decaduto PDL e che si lancia come essere il nuovo, un partito che vive di entusiasmo e di gente nuova.”
    tre righe dopo:
    “(non chiamatelo partito che se no si arrabbiano)”
    Hai detto tutto tu 😀

    • Eh va beh perché a me viene da dare il nome corretto, cioè “partito”, poi sono loro che fanno i permalosi alternativi che vogliono il nome movimento, ma di fatto un partito è.

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