Casini di fatto lo ufficializza: si vota ad Ottobre!

Per il titolo basta aver letto (o sentito) oggi Casini ha aperto esplicitamente ad un’alleanza col PD e chiuso col PDL. Dato i sondaggi in caduta e la mancanza di un leader spendibile in campagna elettorale il PDL è dato 1:30 per le prossime elezioni. Prossime elezioni che lo stesso Casini nell’intervista dice che probabilmente saranno ad ottobre. Sommatela al fatto che PD e PDL si stanno attrezzando per le primarie (ovvero alla campagna elettorale) e capirete che la maggioranza parlamentare è sempre più a rischio. Inoltre c’è da considerare che l’UDC è il partito più Montiano, e se pure il suo leader ammette che sente l’aria di fine legislatura per il governo dei tecnici, allora l’ipotesi appare più una certezza che una mera possibilità.

Azzardando un’ipotesi cronologica della sua fine:
Passa la fiducia sulla legge Fornero -> Monti vola a Bruxelles e cerca di strappare un’apertura alla Merkel per un piano di aiuti all’Europa più consistente -> La Merkel dice no (come ha ribadito oggi) -> i mercati vanno giù -> lo spread si alza -> i giornali (non solo italiani) parleranno di vertice inutile e della debolezza di Monti -> i partiti si agiteranno -> il PDL si chiederà: Berlusconi è caduto per colpa dello spread e Monti no? Bam! Lo si sfiducia alla prima occasione (una delle tante riforme strutturali che senza fiducia non passerebbero mai in parlamento) -> si và tutti alle elezioni -> siamo tutti felici (almeno per qualche mese).
La sfiducia dovrebbe esserci prima delle vacanze di Agosto e dopo aver trovato un accordo sulla nuova legge elettorale, ma l’ultimo punto è quello meno importante.

Ma torniamo sulle alleanze: Casini ha aperto a Bersani e quest’ultimo è felice di sentire certe cose; ma i suoi alleati? O forse è meglio chiamarli ex-alleati? SeL e l’IdV sono in mezzo al guado, da una parte super-coalizione con PD e UDC e dell’altra loro due e qualche partito sfigatello della sinistra.
Vendola, secondo me, è la chiave del gioco: è quello meno scettico nei confronti di Casini e se fosse per lui una maggioranza allargata la si potrebbe pure fare, soprattutto se la posta in gioco è una vittoria abbordabile alle politiche. Di Pietro invece deve fare l’intransigente perché se no perde valanghe di voti a favore di Grillo; infatti sta attaccando a tutto spiano il PD. Rinnegare tutto questo e metterci la faccia non deve essere facile per il leader dell’Italia dei valori. È proprio qui che entra in ballo Vendola, se Vendola apre alla “Santa Alleanza”, allora Di pietro apparirà meno voltagabbana e più “obbligato” nella scelta. Se fossi Bersani io andrei subito in Puglia a fare quattro chiacchere col governatore, perché l’UDC sarà anche importante ma a numero di voti non vale l’unione SeL+IdV.

Un altro ostacolo a questa formazione si anniderebbe in Renzi, ma qua si dovrebbe aprire un discorso a parte e non è ora il momento.

Ma non è finita qui! C’è l’ipotesi che ho sentito stasera al TG di La7: tre grosse coalizioni, tutte vicine al 30% dei voti, una PDL+Lega+altri, l’altra con PD+UDC e infine SeL+IdV+M5S! Per ora il movimento 5 stelle ha sempre rifiutato le alleanze, ma la posta in palio è sempre la stessa: andare al governo, perché c’è sempre una bella fetta di elettorato indeciso, o deluso, che potrebbe tornare alle urne (anche se sono quasi tutti ex-elettori del centrodestra).

Io, comunque, un giro in Puglia me lo farei lo stesso…

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