Il DDL populista

Oggi parlo del DDL stabilità ma non entrerò nel dettaglio della manovra, anche se ad esser sincero sono perplesso sullo scambio IRPEF-IVA; sia perché il taglio dell’IRPEF su alcuni ceti, i più bassi che hanno già l’esenzione da questa imposta, non ne beneficeranno, sia perché l’aumento dell’IVA colpirà i consumi che già di per loro fanno fatica a rialzarsi.

Tralasciando il lato tecnico volevo entrare in quello politico. Ci sono dei segnali i questa manovra che ci fanno capire come il clima da campagna elettorale si sia accesso e che questo porterà delle conseguenze sulle scelte dell’esecutivo da qui ad Aprile.
In primis c’è da segnalare proprio la manovra taglia IRPEF del governo che sa molto di contentino al popolo, anche le dichiarazioni di Grilli (“le detrazioni avranno effetti positivi per il 99% dei contribuenti italiani”) hanno questo sapore, infatti sono state smentite da più parti.

Ma anche i partiti politici fanno la loro parte, anzi, essendo loro in campagna elettorale per le primarie (da pochi giorni anche nel centrodestra) sono i più chiassosi.
Infatti due sono le decisioni ad alto tasso di populismo:

1) Eliminazione del progetto “Cieli blu”: si proponeva di razionalizzare la spesa per l’illuminazione pubblica in modo da allineare il costo pro capite a quello di altri paesi europei (attualmente spendiamo il doppio). Ovviamente i mezzi di comunicazione hanno semplificato all’osso il complesso discorso e ne è uscito fuori lo slogan: “Il governo spegne le città“, un po’ fuorviante… la politica non ha perso tempo e ha eliminato il tutto mantenendo un solo comma dove si prevedeva l’ammodernamento degli impianti, ovvero investimenti, cioè ulteriore spesa (non che sia contro l’efficienza energetica ma l’idea originale era bilanciata da una parte con dei risparmi e dall’altra parte con investimenti, qui ora rimane solo la parte di spesa).

2) La soluzione del problema esodati con il “contributo di solidarietà” del 3% per i redditi oltre i 150.000€, una legge alla Robin Hood che, secondo le stime, risulterebbe insufficiente e così per coprire il buco verrà aumentata l’accisa sul tabacco.

Non che l’ultima soluzione da me annoverata sia sbagliata in toto, solo che nel complesso sanno di decisioni prese a furor di popolo e non secondo calcoli e schemi a lungo ponderati.
Per questo parlavo di inizio di campagna elettorale e di un lungo cammino impervio per il governo, da oggi i partiti faranno a gara a vedere quanto sono vicini ai loro elettori, che loro non sono la casta ma che i veri extraterrestri sono i tecnici etc. Non a caso queste decisioni sono state votate all’unanimità.
Il punto è: l’Italia può sopportare una stasi da qui ad Aprile? I mercati lo apprezzeranno? L’Europa dirà qualcosa?
L’unico dato certo sembra che i Paesi esteri abbiano ragione a diffidare del ritorno della politica italiana.

Annunci

2 thoughts on “Il DDL populista

  1. Tra l’altro, non so se sei al corrente di questo fatto, ma la proposta di “spegnere le città” era arrivata direttamente dalla popolazione quando il governo aveva chiesto di inviare delle proposte al governo. Quindi il tornare indietro è populista e anti-popolaristico credo. Si può dire? Boh…fa niente, ormai l’ho fatto!

    • Sì lo sapevo, so che la proposta è stata fatta da un’associazione che da anni si batte per questo. Se utilizziamo il termine popolare per dire che gran parte della popolazione è favorevole alla cosa direi di no, o almeno, io da quello che ho percepito è che gli italiani erano contrari alla minor illuminazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...