Elezioni in Sicilia: le prime dichiarazioni sono un po’ slegate con la realtà.

Oggi parlo delle elezioni siciliane. Non le avevo analizzate prima perché sono geograficamente lontano da quella terra e onestamente non avrei saputo né fare pronostici e neppure parlare in modo approfondito dei candidati. Dunque non parlerò tanto del valore che questa elezione ha per la Sicilia, ma guarderò gli effetti che questa vittoria potrebbe avere a livello nazionale.

In primis vorrei subito chiarire una mia idea: la Sicilia non è il cantiere dove si sperimentano i futuri sviluppi politici, mi pare che le vere novità in Italia si siano sempre sviluppate al nord e che poi queste siano state “esportate” anche nel resto d’Italia. Mi pare, inoltre, che la Sicilia rappresenti più il tavolo dove provare nuove alchimie politiche, manovre care ai politici romani, ma che allo stivale concretamente poco possono dare.

Il piatto forte di queste elezioni era l’alleanza PD+UDC (con FLI e la sinistra in altri schieramenti) e lo “stress test” per il M5S e, soprattutto, per il PDL.
I dati li si possono leggere un po’ dappertutto, io mi limito ad accendere i riflettori su un paio di risultati: il primo che l’alleanza uscita vittoriosa aveva una strana composizione, infatti è vero che hanno vinto col 30,9% ma all’interno l’UDC ha preso ben il 10,8% e il PD solo il 13,7%. Questo vuol dire che è vero che in assenza di un’alleanza con il centro il partito democratico non avrebbe mai vinto (quel che rimaneva della sinistra ha preso il 6%), ma è anche vero che a livello nazionale la forza dei centristi è molto meno significativa e specularmente i partiti più “rossi” valgono almeno il doppio della percentuale presa sull’isola. Puntualizzo il dato perché ho già sentito delle dichiarazioni da parte di Casini che voleva imporre l’equazione: PD+UDC=vittoria, mentre PD+sinistra=sconfitta (la seconda parte non è mai stata detta in modo esplicito ma è abbastanza ovvia che l’abbia pensata).

Secondo che l’astensione, altissima, è un dato che fa pensare ma non catastrofico come annunciato da qualcuno. Indubbiamente siamo di fronte a cambiamenti molto forti nella vita politica a livello Paese e questo lo si vede nell’astensione, nella vittoria di un uomo di sinistra nella regione e nel boom del movimento 5 stelle (onestamente non mi aspettavo una così alta percentuale, evidentemente gli scandali e la campagna elettorale di Grillo hanno smobilitato più siciliani del previsto). Questo forte cambiamento mi pare più un ammodernamento dei partiti, che una scomparsa tout court.
Tornando ai partiti l’ultimo è il PDL che si assesta su percentuali che ha anche a livello nazionale, ma se pensiamo ai trascorsi storici c’è da avere molta paura per il futuro (anche nazionale) del partito fondato da Berlusconi. Non so se le primarie basteranno ad invertire il trend…

Infine c’è il nodo governabilità, qui sì che potremmo avere un’anticipazione delle prossime elezioni politiche! infatti chi esce vittorioso non avrà la maggioranza e da quello che si sa ora sulla legge elettorale in studio a Roma questo problema potrebbe tornare anche ad Aprile. Le prime indiscrezioni che arrivano dall’isola è che si cercherà di formare una maggioranza “liquida”, cioè che inglobi i partiti che sono disposti a votare un determinato emendamento. Una sorta di prima repubblica o se vogliamo dirla con una parola sola: ingovernabilità (o utopia, a piacimento del lettore). Avere una maggioranza parlamentare staccata da quella governativa funziona a Monti perché siamo in una fase d’emergenza e funziona solo su alcuni aspetti chiave; in qualsiasi altro caso affonderebbe alla prima proposta di legge importante e spinosa.

Mi pare di aver detto tutto, l’unica cosa ch ho tralasciato (e che tralascerò) è la conferenza stampa di Berlusconi di domenica. Non c’è molto da dire e non voglio creare un post ad hoc, semplicemente dico che nessuno crede più in modo convinto a ciò che dice, sia che parli di magistratura deviata, sia che parli di far cadere il governo tecnico.

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2 thoughts on “Elezioni in Sicilia: le prime dichiarazioni sono un po’ slegate con la realtà.

  1. Forse ti farà piacere sapere che Giuliano Ferrara ti considererebbe un idiota se leggesse questa pagina! Direttamente dal programma radiofonico Zapping 2.0 ha infatti detto che: “i giornalisti che dicono che Grillo ha fatto boom, oltre a scrivere tutti le stesse cose, sono anche degli idioti (o cretini non ricordo), perché non è assolutamente vero, dato che il candidato del M5S non ha vinto un bel niente, ma è arrivato terzo nelle preferenze finali. A chi importa che da zero voti è passato ad avere il 18%? niente immagino…
    Ah, e altra considerazione fatta da Ferrara è stata che Berlusconi è un attore decisamente migliore di Grillo, dato che da anni dice tutto e il contrario di tutto per non far capire davvero quello che pensa e che vuole davvero fare alla fine. Sarà…ma a me sembra uno stupido uno che ragiona così 😀

  2. Pingback: Grillo al Governo(?) | Cezar_Press

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