Primarie del centrosinistra: ottimo il risultato politico, insufficiente sul piano organizzativo

La prima tappa delle primarie del centrosinistra è finita e alla fine tutto è andato per il meglio. Molte persone sono andate a votare (soprattutto se teniamo conto dell’alta disaffezione verso i partiti), la competizione è stata vera seppur con toni abbastanza pacati (gli ultimi giorni c’è stato qualche colpo basso in più ma nessuno strascico).
Da un punto di vista dei voti non è uscito nulla di nuovo, il sondaggio di venerdì presentato alla trasmissione Rai Agorà aveva azzeccato le proiezioni.

Queste primarie hanno voluto dire molto sia per il centrosinistra che per la politica generale in Italia, ma non è questo il punto che voglio toccare oggi (magari ne parlerò una prossima volta). In queste primarie c’è un grosso problema: l’organizzazione. Continua a leggere

Diario di un elettore delle primarie alla deriva.

Le primarie del centrosinistra si avvicinano e onestamente sono arrivato al punto che non so chi votare.

Sono mesi che Renzi è in corsa per la leadership (anche prima che le primarie fossero annunciate) e mi chiedevo se mai potesse un giovane amministratore vincere contro i big del partito. All’inizio sembrava un giochino carino, una scommessa tra amici, ma poi arriva il momento di votare seriamente e allora tutto cambia. Perché non puoi più votare per quello che ti sembra più convincete, quello dalla faccia pulita o dalla battuta pronta; devi votare per colui che andrà a governare l’Italia.
Ma se la scelta tra due candidati poteva essere ancora un problema risolvibile, ecco che arriva nella sfida Vendola, poi Tabacci e infine la Puppato.
Cinque candidati complessivi, ecco ora sarà un casino anche solo seguire le idee base di tutti e cinque. Il dibattito su Sky sembrava essere la soluzione a tutti i problemi: non il solito talk televisivo dove tutti sbraitano e non si conclude nulla, ma un dibattito pacato dove i candidati potranno esporre la propria idea e lo spettatore potrà confrontarla immediatamente con le altre proposte. Ovviamente di fumo ce n’è stato fin troppo, ma di numeri precisi ben pochi… e siamo ancora da capo. Continua a leggere

Sciopero generale in tutta l’UE, voci dal basso di un sentimento unitario?

Ieri c’è stato uno sciopero generale in tutta Italia, nel nostro Paese siamo abituati agli scioperi, sia quando le cose vanno bene sia quando le cose vanno male. Non è una critica allo sciopero in sè, è che a volte se n’è abusato, infatti in questo periodo di grande crisi non c’è stata un’impennata di proteste (come invece si poteva pensare).

Allora cosa aveva di interessante questa manifestazione?
Da quello che avete sentito ai telegiornali perché ci sono stati forti scontri, ma a mio avviso il fatto importante era che in tutta Europa si scioperava e non solo in Italia. Era il primo sciopero organizzato a livello europeo e nessuno si è sottratto, neppure in quei Paesi dove le cose vanno meglio (come ad esempio la Germania).

Questo è un chiaro segno che i esiste un forte sentimento europeista nella popolazione, che pur nella difficoltà sa che la risoluzione passa attraverso una UE più forte e non attraverso la divisione. Secondo me questo è un ulteriore impulso dal basso verso un’unione politica europea più stringente.

Da cosa si potrebbe iniziare? Continua a leggere

La sfida delle primarie su Sky: un’analisi più televisiva che politica.

La sfida di ieri sera su Sky è stata interessante, non tanto per ciò che hanno detto i candidati, ma serviva a dare un segnale, per consolidare una tradizione di dibattiti politici pre elettorali che non siano i soliti talk show.

Secondo me il format andrebbe un po’ ad esempio aggiungendo la possibilità di controbattere sempre almeno una volta, ovviamente questo comporterebbe un allungamento di tempo per ogni domanda, al che bisognerebbe diminuire il numero di domande. Questo cambiamento porterebbe ad avere un dibattito un po’ più animato e che vada un po’ più in profondità (evitando degeneri da rissa televisiva).
Inoltre eliminerei le domande fatte dal pubblico/sostenitori di uno dei candidati, le domande fatte erano tutte abbastanza inutili (a parte la gaffe su Oscar Giannetto che ha scatenato l’ironia sul web). Anche il pubblico presente in sala era inutile, si notava solo quando con gli applausi bloccava il discorso di uno dei candidati, va bene che lo studio era quello di X-Factor ma questo dibattito è cosa seria. Continua a leggere

Grillo e la meritocrazia mancata

Il problema, secondo me, fondamentale del Movimento 5 Stelle sta nella scelta della sua futura classe dirigente.
Mi spiego meglio: Grillo pretende che i suoi attivisti non abbiano mai fatto politica prima (il perché ormai lo sanno tutti), l’obiettivo è quello di avere nuovi volti politici, non corrotti e senza collusioni con altri poteri. Tutto questo è positivo e in questa situazione politica è giusto ricercare tali valori.
Il limite vero è il fatto che gli attivisti possano essere eletti solo per due mandati, ma non due mandati per ogni “livello” di istituzione, due mandati totali. Faccio un esempio pratico per far capire dove si annida il problema: se sono un buon sindaco del M5S e vengo rieletto due volte vuol dire che ho capacità (pur non avendo mai fatto politica prima); allora perché una norma interna dovrebbe impedirmi di fare un “salto di carriera” e andare a presentarmi alle elezioni come consigliere regionale o come senatore? Mi toccherebbe invece tornare a casa. E qua non si parla solo di “sete di potere” o di chissà cosa, ma si parla di gettare al vento capacità ed esperienza amministrativa. Penso anche a Favia, che pur essendo stato criticato dal web e dal suo stesso leader, alla fine è riuscito a mantenere intatta la fiducia sul suo territorio: evidentemente sta lavorando bene. Continua a leggere

Obama vs Romney: qual è il candidato migliore? Chi vincerà?

Le elezioni americane: si vota non solo per la nazione con il prodotto interno lordo più elevato, oppure per la nazione con l’esercito più importante e meglio addestrato; si vota in primis per la nazione che si trova prima in una miriade di campi: dalla scienza allo sport e che ha creato una cultura dominante a livello globale (tv, libri, musica, cinema etc). Perché siamo europei e italiani ma anche un po’ americani e questo discorso vale per tutte le popolazioni (forse gli unici esclusi sono coloro che vivono in Korea del nord).

Bando alle ciance, ora veniamo alla parte più di “sostanza” del discorso: chi vincerà le elezioni? C’è un candidato migliore? Continua a leggere

Grillo e Berlusconi usano i mezzi stampa allo stesso modo.

In questi giorni Grillo si sta scagliando, nuovamente, sui suoi stessi attivisti (attivisti e non grillini, come vuole il vademecum). Il pomo della discordia è il solito: i rappresentanti del Movimento 5 stelle devono mostrarsi solo sul web e non attraverso medium, quali sono i giornalisti (essi siano della carta stampata o della tv).

Chi segue il movimento ovviamente elogia queste scelte e le immola a regole auree per una politica più pulita, tutti gli altri tendenzialmente non capiscono e le vedono come una restrizione alla possibilità di informazione (sia ad essere informati che ad informare).

Dove sta la verità? Continua a leggere