Diario di un elettore delle primarie alla deriva.

Le primarie del centrosinistra si avvicinano e onestamente sono arrivato al punto che non so chi votare.

Sono mesi che Renzi è in corsa per la leadership (anche prima che le primarie fossero annunciate) e mi chiedevo se mai potesse un giovane amministratore vincere contro i big del partito. All’inizio sembrava un giochino carino, una scommessa tra amici, ma poi arriva il momento di votare seriamente e allora tutto cambia. Perché non puoi più votare per quello che ti sembra più convincete, quello dalla faccia pulita o dalla battuta pronta; devi votare per colui che andrà a governare l’Italia.
Ma se la scelta tra due candidati poteva essere ancora un problema risolvibile, ecco che arriva nella sfida Vendola, poi Tabacci e infine la Puppato.
Cinque candidati complessivi, ecco ora sarà un casino anche solo seguire le idee base di tutti e cinque. Il dibattito su Sky sembrava essere la soluzione a tutti i problemi: non il solito talk televisivo dove tutti sbraitano e non si conclude nulla, ma un dibattito pacato dove i candidati potranno esporre la propria idea e lo spettatore potrà confrontarla immediatamente con le altre proposte. Ovviamente di fumo ce n’è stato fin troppo, ma di numeri precisi ben pochi… e siamo ancora da capo.

Mi viene voglia di depennare automaticamente i due outsider, che tanto contro sfidanti del calibro di Bersani e soci hanno ben poche speranze. Però sono una persona seria (o almeno ci prova) e non posso permettermi di prendere certe scorciatoie. Allorché sono passato completamente dalla parte opposta: voto al primo turno uno dei due tra Tabacci e la Puppato e al secondo turno scelgo tra i due rimasti; così do voce a un candidato capace ma con poco appeal mediatico e allo stesso tempo (grazie al secondo turno) non butto via il mio voto su un candidato “debole”. Perfetto, ora mi tocca solo scegliere chi dei due votare… cazzo, sono ancora al punto di partenza!

Perché se di Renzi e Bersani se ne parla tutti i giorni, gli altri due chi sono? Che vogliono? Bisogna informarsi di più. Mi guardo qualche intervista su internet e in tv, ma niente, anche quelle lì non mi fanno capire chi è degno del mio voto. Un voto, sarà solo uno ma è mio e per me è importante e non me la sento di “svenderlo” o regalarlo al primo che passa.

Vado alla ricerca dei programmi elettorali, loro mi daranno la chiave e da buon cittadino non mi baserò su mere impressioni derivanti dal tubo catodico.
Google -> “nome candidato” -> sito del candidato -> programma elettorale (per la cronaca trovate i programmi a questi link BersaniRenziVendolaPuppato e Tabacci).
Già solo a pensare alla mole di pagine che mi devo leggere quasi mi viene voglia di votare per Bersani che tanto si va sul sicuro e male non fa. Poi vedo una cosa stranissima… mi dico tra di me: “ma và, avrò sbagliato, ci sarà sicuramente un altro sito con delle informazioni più dettagliate…” e invece no.
Il sito di Tabacci (quello che a Sky sembrava il più preparato sui numeri e su proposte concrete) ha tipo tre righe di programma e un sito abbastanza basico, sembra che si stia presentando a sindaco del comune di Fiorenzuola nelle Marche. Ma non che con gli altri si vada molto meglio: Bersani ha un comodo pdf dove elenca 10 punti essenziali e qualche slogan molto vago (investire sulla ricerca, diminuire il debito pubblico etc). Pure Renzi ha 10 punti ma sono un po’ più approfonditi, almeno lui dice che il debito pubblico lo vorrebbe abbassare con la vendita delle proprietà dello Stato… che poi a ben pensare non è un’idea nuova e non sembra abbia mai funzionato, forse era meglio fare come Bersani a questo punto. La Puppato invece parte subito con una ventina di punti e la situazione sembra migliorare, poi leggi il programma e capisci che il testo è un po’ alla Martin Luther King, ovvero: ho un sogno, vedere l’Italia così e cosà etc etc, proposte concrete non molte. Vendola, che dalle uscite pubbliche sembra il più sognatore di tutti, è quello che ha il programma più dettagliato e con un layout del sito molto chiaro ed efficace (un punto in più solo per questo).

Fare un parallelo è praticamente impossibile e quasi stavo cedendo alla depressione (tengo a precisare che questa espressione è un’iperbole). Alla fine mi son arreso al fatto che ben poche persone si leggono i programmi e ciò che smuove gli elettori sono poche idee o slogan (giustificando in parte le informazioni stringate sui siti dei candidati).

E siamo ancora da capo, come nel film “Il giorno della marmotta” con Bill Murray, alla fine ritorno alla casella “Via” del monopoli e manco mi hanno dato i soldi!
Da questa esperienza ho imparato una cosa:

Vedere i programmi dei candidati non serve a nulla; essi sono fatti della stessa materia di cui sono fatti gli slogan (cioè aria fritta, ndr).

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