Monti sì o Monti no? Per l’Italia forse è meglio di no.

Alcuni penseranno che il titolo sarebbe stato meglio scriverlo in questo modo: “Monti sì o Monti no? Per me forse è meglio di no.” e non sarei neanche in cattiva compagnia dato che il 60% degli italiani la pensano allo stesso modo. Invece sono ancora convinto del mio titolo e ora andrò a esporre le mie motivazioni.

Visto che danno tutti per scontato che Monti si candiderà con il “terzo polo” (c’è da chiarire se con una sua lista o senza) a questo punto ci sono da capire le ripercussioni sui restanti schieramenti. Grosso modo tutti gli schieramenti aumenteranno le loro quote (tranne uno): Berlusconi grazie alla sua campagna tutta promesse e tv (tanto sa che non governerà dunque non ha il problema di disattendere il suo elettorato), al centro grazie alla discesa in campo di Monti. Il M5S non viene toccato da questa manovra, sarà invece il PD colui che pagherà le conseguenze peggiori, dato che già ora veleggia con alte percentuali e difficilmente avrà altri spazi di miglioramento: dunque può o rimanere stabile o scendere.

Allora perché è un male per l’Italia la candidatura di Monti?

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L’illusione di internet.

Alto o basso, uomo o donna, etero o omo, bianco o nero.
Tanti sono gli aggettivi che si possono accollare ad un nome, ma il soggetto su cui si concentrano la maggioranza degli attribuiti è l’essere umano.
Come per il genoma umano, l’uomo è composto da una serie di aggettivi che lo caratterizzano e che sono composti in modo unico e tale da non poter mai ricreare un soggetto uguale ad un altro, sia per caratteristiche fisiche, mentali e comportamentali.
Siamo arrivati a superare i sette miliardi di individui sulla Terra ma siamo interiormente convinti di essere speciali, di non essere uguali a nessun altro: e non sbagliamo a pensarlo.

Eppure, Continua a leggere

Grillo il voltagabbana

Torno ancora su Grillo per dire che c’è un forte cambiamento nel modo di gestire il movimento 5 stelle. Da una parte l’espulsione dei due attivisti, Salsi e Favia, e dall’altra il continuo vittimismo verso la legge elettorale.

Iniziamo con il caso Salsi:
30/10/2012
Partecipazione a Ballarò (qui il video di Crozza con la Salsi); ai tempi si sapeva che le apparizioni in tv non erano ben viste dai “capi” ma non c’erano delle regole ben precise e infatti molti attivisti apparivano in tv locali per delle piccole interviste.

6/11/2012
Un post sul blog di Grillo viene pubblicato  e si dettano le regole generali del Movimento 5 Stelle, nella voce “televisione” si scriveva: “non sono “vietate” interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7″.
Nel merito potremmo dire che non accettare il confronto ma solo interviste ad-hoc, dove il giornalista fa domande di comodo e dove il il format si avvicina più allo spot tv che ad un’intervista, non è proprio un segno di cambiamento democratico nel rapporto informazione-politica.
Tornando al caso iniziale si poteva pensare che la Salsi fosse salva. Continua a leggere

Ancora Primarie

Il Partito democratico, e con lui anche SEL, ha fissato le primarie per il parlamento a fine anno (il 29 e 30 Dicembre). È un bene, è una male? È solo una moda? Ci sono state alcune polemiche sulle date prescelte e in parte condivido le preoccupazioni.

Le primarie sono un bene soprattutto con una legge elettorale che svuota il significato e la funzione del voto democratico. Però non vanno bene per una questione di tempistica; infatti le regole e le liste di candidati per il parlamento verranno esposte il 17 Dicembre e da quel giorno si potrà cominciare la campagna elettorale, ma se le elezioni saranno il 29 vuol dire che ci sono 12 giorni per farsi conoscere e in mezzo ci sono anche le feste!

Come analizzai in un precedente post, dove mettevo a confronto le primarie regionali della Lega a confronto con quelle del PD, ponevo l’accento su quanto fosse importante avere il tempo per organizzare una buona campagna elettorale, soprattutto per gli outsider, riporto le mie parole di allora: Continua a leggere

Ad azione corrisponde reazione.

Berlusconi si ricandida, parte la campagna con forti cenni populistici del centrodestra, populismo fa rima con soluzioni facili a problemi difficili, Alfano critica Monti, Monti dichiara che si dimetterà perché non ha più la maggioranza in parlamento.

I giornali esteri già parlano di ritorno all’oblio per l’Italia, i mercati (e lo spread) acuiscono questa sensazione: è tornato in campo Berlusconi. Ma se da fuori si vede il Titanic affondare all’interno del PDL si applaude al ritorno e nessuno osa contraddire la scelta del fondatore di Forza Italia. Solo pochi nomi sono fuori dal coro: la Meloni (la sostenitrice più accanita delle primarie nel centrodestra), Frattini e Pisanu (per citare tre nomi importanti).
Oggi pure Bagnasco, presidente della CEI e da sempre sostenitore occulto di Berlusconi, si è detto indignato di fronte a tanta irresponsabilità.

La mia idea l’avevo espressa molto tempo fa e rimane tale.
Berlusconi ha detto: “molti mi chiedono di ricandidarmi”, forse si riferiva a questa foto.
Tornando a cose più serie mi metto nei panni di un elettore del centrodestra che da una parte non vorrebbe mai votare a sinistra, ma neanche per Berlusconi. Cosa fare?
In primis io metterei come punto indiscutibile il non voto al partito di Berlusconi, fino a quando Berlusconi sarà candidato premier.
Molti ancora non hanno compreso che Berlusconi non è sinonimo di destra, è semplicemente una persona a capo di un partito di centrodestra, ma non è l’unico in grado di esprimere posizione liberali. Continua a leggere

Ma chi sono i vincitori delle parlamentarie di Grillo? Ecco i video e una prima analisi.

Le “parlamentarie” del movimento 5 stelle sono una cosa alquanto strana, da una parte c’è il plauso per aver dato voce agli elettori e dall’altra ci stanno i numeri: 1.400 candidati per 95.000 elettori.

Partiamo subito dai dati: 95 mila elettori diviso il numero dei candidati fa la bellezza di 68 (sessantotto) voti per ciascun candidato di media, un po’ pochi… a leggerli vengono in mente le elezioni che si facevano al liceo per eleggere i rappresentanti di istituto. Continua a leggere

Il meccanismo delle primarie ostacola l’entrata di nuove idee: ecco spiegato come

Alla fine ha vinto Bersani, speravo diversamente ma ritengo sia comunque un ottimo candidato premier.
Ha vinto con un ampio scarto (all’incirca 60 a 40) eppure su twitter e su facebook sento molte persone lamentarsi del mancato cambiamento e poche gioire della vittoria del “concreto” Bersani. In parte sarà colpa dei miei coetanei (giovani e tendenzialmente pro Renzi), però tra questi delusi si nota soprattutto che sono persone che non hanno mai seguito le vicende del PD da vicino. Inoltre, giusto ieri sera, il tg di Mentana su La7 ha mostrato questo sondaggio dove Renzi viene indicato come miglior candidato premier battendo sia Bersani che Monti. Forse non sono solo i miei amici a pensarla in questo modo…
La domanda che sorge spontanea è: le primarie, così come sono oggi, rispecchiano appieno la volontà degli elettori del centrosinistra o invece tendono ad incoronare i soliti vecchi politici e le solite idee?
Questo mi ha ricordato una vecchia teoria che mi ero fatto già qualche anno fa e che è molto semplice da spiegare da un punto di vista statistico: ora cercherò di spiegarlo tutto in modo semplice semplice. Continua a leggere

Perché voto Renzi.

Settimana scorsa non sapevo bene chi votare, poi il giorno prima ho rimesso in ordine le idee in testa e mi sono deciso a votare per Matteo Renzi. Non che l’attuale segretario del PD sia una persona poco capace o disonesta, è solo che Renzi mi pare più netto nei suoi modi di operare. Se andiamo a vedere i punti in comune tra i due candidati sono molti e anche nel duello su Rai1 spesso i due hanno iniziato le frasi ammettendo che erano d’accordo col loro sfidante (anche se le loro idee divergevano su alcuni punti).

Ecco cosa mi ha convinto del programma del primo cittadino di Firenze: Continua a leggere