Perché voto Renzi.

Settimana scorsa non sapevo bene chi votare, poi il giorno prima ho rimesso in ordine le idee in testa e mi sono deciso a votare per Matteo Renzi. Non che l’attuale segretario del PD sia una persona poco capace o disonesta, è solo che Renzi mi pare più netto nei suoi modi di operare. Se andiamo a vedere i punti in comune tra i due candidati sono molti e anche nel duello su Rai1 spesso i due hanno iniziato le frasi ammettendo che erano d’accordo col loro sfidante (anche se le loro idee divergevano su alcuni punti).

Ecco cosa mi ha convinto del programma del primo cittadino di Firenze:

L’alleanza con l’UDC: come in molti hanno sottolineato, queste primarie servono al PD anche per allargare la base elettorale, i tre più importanti contendenti a premier (Renzi, Bersani e Vendola) avevano un loro metodo per raggiungere tale obiettivo. Vendola voleva un partito di pura sinistra e gli elettori dovevano essere gente di sinistra, dunque era il più settario e intransigente (e quello che mi convinceva meno). Bersani punta all’accordo con Casini, che però nel frattempo si è mostrato per quello che è: una “puttana” della politica, che va con chi gli aggrada in quel momento ma alla fine spera di andare con tutti. Renzi invece punta ad inglobare i voti moderati eliminando, in primis, l’etichetta di partito di sinistra (ed ex comunista) al partito democratico e togliendo soprattutto i pregiudizi annessi. Inoltre non si immola combattendo strenuamente battaglie molto care ad una certa ideologia ma poco significative a livello di problematica reale (penso all’articolo 18 e al suo basso impatto nel mondo del lavoro). L’ultima formula è, a mio avviso, la migliore perché toglie quella divisione netta tra destra e sinistra ed è più efficace che portare in parlamento gente come la Binetti (come fece Veltroni a suo tempo).
I puristi del centrosinistra storceranno il naso davanti a questo punto, ma in questo preciso caso la vedo come Grillo: destra e sinistra non esistono più, sono ideologie del 1900 e che sarebbe ora di superare. Invece per chi paragona Renzi a Berlusconi forse è rimasto ancora in quella logica di destra e sinistra, di bene contro male, che nel mondo complesso di oggi non ha più ragion d’essere.

Il ricambio generazionale: Che nella politica italiana ci sia bisogno di ricambio è sacrosanto e sono sicuro che anche Bersani è d’accordo, però Bersani è anche più legato all’establishment interno al PD e sicuramente sarà più dura per lui rinnovare, mentre Renzi da questo punto di vista sembra essere più tranchant e quindi più convincente.

Meno ideologia, più concretezza: come detto anche prima per quanto riguarda le alleanze, Renzi sembra essere il più post-ideologico dei candidati e questo è un bene, perché l’ideologia porta solo a grandi slogan e sbandieramenti e a pochi risultati concreti. C’è da dire che neppure lui è esente, cito l’idea dei 10 ministri (inapplicabile), che è stata in parte corretta dallo stesso sindaco dicendo che ci sarebbero stati un congruo numero di sottosegretari (a naso mi verrebbe da dire che non cambia nulla, perchè se tagli 5 ministri ma i sottosegretari rimangono quelli di 15 ministri alla fine il costo rimane pressoché identico).

Il programma e la competenza: come dicevo nel post scorso (linkato in testa a questo articolo) i programmi di entrambi sono un po’ fumosi e, a dispetto di quello che pensano tutti, quello più vago è il programma di Bersani e non di Renzi. Non mi convince appieno il programma del sindaco fiorentino che secondo me ha dei buchi e alcune parti sembrano scritte apposta per la campagna elettorale ma che all’atto pratico mi paiono un po’ traballanti. Però so che Renzi non decide tutto in prima persona, ma che è supportato da un team di esperti nei vari campi, come Pietro Ichino esperto nel mondo del lavoro o Tommaso Nannicini economista della Bocconi (strano che sia della Bocconi, vero?) etc. Questo certamente rende la candidatura di Renzi più solida di un Grillo che manda una persona qualunque in parlamento. In più è sindaco della città di Firenze, il che non lo fa essere un completo inesperto della macchina statale.

Insomma, secondo me i motivi per votare Renzi ci sono, forse sarà rischioso, sicuramente più rischioso rispetto a votare per Bersani; ma secondo me se si vuole cambiare pagina non serve un Monti-bis (già il fatto che ci sia bis nella parola fa capire che novità non ce ne saranno molte) e men che meno in un ritorno di Berlusconi. Grillo potrebbe essere una risposta, ma per ora mi pare una risposta alla rabbia della gente, non una risposta alla speranza e ad un progetto per il futuro dell’Italia.

Se dovesse vincere Bersani sarei comunque contento perché rimane una persona rispettabile e che sa fare il suo lavoro, però in entrambi i casi mi piacerebbe vedere un ticket all’americana, come quello tra Obama e la Clinton. Secondo me l’unico modo per mantenere il PD coeso e per non disperdere i voti (sia quelli più a destra che quelli più a sinistra) è che entrambi abbiano un ruolo importante all’interno del partito.

P.s. So che Renzi ha già detto che se perde rimane a fare il sindaco della sua città e questo sembra cancellare la mia idea, però se io fossi stato in lui avrei fatto diversamente. L’atteggiamento del sindaco è così atipico che alcuni sospettano che stia pensando molto più in là rispetto alle primarie.

Annunci

One thought on “Perché voto Renzi.

  1. Pingback: Il meccanismo delle primarie ostacola l’entrata di nuove idee: ecco spiegato come | Cezar_Press

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...