Ma chi sono i vincitori delle parlamentarie di Grillo? Ecco i video e una prima analisi.

Le “parlamentarie” del movimento 5 stelle sono una cosa alquanto strana, da una parte c’è il plauso per aver dato voce agli elettori e dall’altra ci stanno i numeri: 1.400 candidati per 95.000 elettori.

Partiamo subito dai dati: 95 mila elettori diviso il numero dei candidati fa la bellezza di 68 (sessantotto) voti per ciascun candidato di media, un po’ pochi… a leggerli vengono in mente le elezioni che si facevano al liceo per eleggere i rappresentanti di istituto.

!Su repubblica scopro che il dubbio iniziale dei 95.000 voti fossero in realtà 95.000 votanti (dubbio apparso anche su ilpost) è stato sciolto indicando in 95.000 i voti. Dato che c’erano 3 preferenze a persona gli elettori sono poco più di 30.000 (ipotizzando che tutti abbiano usufruito delle 3 preferenze). A questo punto con così pochi elettori si assume con più forza l’idea che queste parlamentarie siano più vicine ad un congresso di un partito che ad una elezione libera e rivoluzionaria! (la parte inclusa tra i due punti esclamativi è stata aggiunta successivamente)

Da questi numeri si poteva presumere facilmente che chi fosse riuscito a prendere più del doppio dei voti di media (68×2= 136 voti) ne sarebbe uscito vincitore: e così è stato.

La più votata è stata Giulia Sarti con 372 voti, proveniente da Rimini (l’Emilia Romagna è zona ad alto tasso di attivisti grillini). Al contrario il capolista siciliano, Riccardo Nuti, ha raccolto “solo” 147 preferenze, qui mi sa che il “digital divide” è ancora molto forte (oltre ad una probabilmente questione culturale dell’elettorato).
Voglio sottolineare che non è pensabile eleggere un capolista con duecento voti e urlare ai quattro venti che si sta cambiando l’Italia grazie ad elezioni libere e aperte a tutti. Se i numeri hanno ancora un peso qua siamo più vicini ad congresso interno al partito che a delle primarie; infatti votano solo coloro che erano già iscritti al partito da tempo, dunque non sono né libere né aperte. Se il percorso che si vuole intraprendere è quello di elezioni libere al 100%, allora la strada da fare è ancora molto lunga.

Il voto on line di certo non ha aiutato ad allargare il numero dei votanti, sarà anche il futuro, però per ora mostra tanti limiti. A questo punto è preferibile la scelta del PD, sarà un po’ all’antica ma garantisce la partecipazione di ampie fette di pubblico. La sfida, da parte del M5S, è stata lanciata ai partiti (soprattutto a quello democratico), che se vorrà stare al passo coi tempi dovrà anche lui fare le primarie per i parlamentari.
Un’ultima analisi sui dati, e qui parlo di sondaggi: oggi Repubblica mostra un sondaggio dove il PD raggiunge addirittura il 38%, mentre i cinque stelle rimangono fermi al 15%. L’effetto delle parlamentarie non è ancora arrivato o semplicemente mai ci sarà?
Secondo me prevarrà la seconda ipotesi e i motivi sono semplici:
1) Il dibattito che ha anticipato il voto delle primarie di centrosinistra è stato seguito da tutti i mezzi di comunicazione, da twitter alla tv (e ad oggi la tv è il mezzo più importante per raggiungere la massa degli elettori) e nell’ultimo mese è stato molto intenso. L’eco dell’iniziativa di Grillo è stato molto meno importante.
2) I candidati da una parte erano 1.400 ed erano sconosciuti, dall’altra si sfidavano solo cinque candidati, di cui tre già molto noti a livello nazionale. Dunque la sfida più interessante è quella per la leadership di un partito (e probabilmente del Paese), rispetto a quella più “intima” delle parlamentarie.

Insomma: anche se ho avuto da ridire sulle primarie, sia sul risultato politico che su quello organizzativo, devo dire che per ora mi convince più il metodo del centrosinistra. Anche se la componente web è indubbiamente comoda, sia per costi che per organizzazione e bisognerà tenerne conto.

A questo punto è il momento di mostrare chi saranno i prossimi parlamentari a cinque stelle, ecco i loro video che hanno caricato per l’autocandidatura: (volti, CV, video e risultati sono disponibili qui)

Prima di darvi la carrellata di nomi e facce vi posso anticiparvi che i due minuti di video stanno stretti e anche i curricula messi su internet dicono poco. Inoltre le proposte si discostano di un niente l’una dall’altra e sembrano ripetere quanto già detto dal leader maximo. Ovviamente le proposte sono molto vaghe, tipo: “bisogna ripulire il parlamento”, “bisogna aiutare i poveri”, “ci vuole più lavoro per tutti” etc
Per farvi un esempio vi indico Rizzetto Walter il capolista del Friuli Venezia Giulia, andate in basso nella sezione “Dichiarazione d’intenti” e capirete a cosa mi riferivo.
E qui si ripropone il problema della meritocrazia da me discusso in questo post.

Iniziamo col Lazio dove abbiamo due sezioni con due distinti vincitori; Federica Daga e Massimiliano Bernini: quest’ultimo confonde l’onestà intellettuale con l’onestà della persona, ma va beh…

Continuiamo con la Campania dove troviamo Roberto Fico e Angelo Tofalo:

In Piemonte abbiamo le due candidate che più mi hanno colpito positivamente: Laura Castelli e Dadone Fabiana (quest’ultima a favore della cittadinanza ai cittadini stranieri nati in Italia, al contrario di quanto espresso da Grillo):

In Lombardia hanno vinto Paola Carinelli, Vito Claudio Crimi e Alberto Zolezzi (di quest’ultimo manca il video):

Milena Bertagnin per il Trentino-Alto Adige, anche per lei niente video ma ha una pagina su facebook.
In Veneto abbiamo Francesca Businarolo e Arianna Spessotto (niente video per lei):

In Sicilia abbiamo Giulia Grillo (stesso cognome ma nessuna parentela) e Riccardo Nuti:

Liguria: De Pietro Cristina

Emilia Romagna: Giulia Sarti

Toscana: Alfonso Bonafede (no video)
Umbria: Tiziana Ciprini

Marche: Donatella Agostinelli

Abruzzo: Gianluca Vacca (11 min di video: troppi)

Molise: Arianna Bruzzone

Puglia: Maurizio Buccarella (anche qui 11 min di video riciclato)

Basilicata: Mirella Liuzzi

Calabria: Dalila Nesci

Sardegna: Emanuela Corda

Per la Valle d’Aosta vi posto direttamente il link alla pagina, tanto sono tre i candidati totali.

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6 thoughts on “Ma chi sono i vincitori delle parlamentarie di Grillo? Ecco i video e una prima analisi.

  1. Ottima analisi anche se dalle conclusioni sconfortanti: è l’itagliano medio(cre) alla Maccio Capatonda che occuperà gli scranni delle istituzioni democratiche più importanti.

  2. Che lavoro! quanto ci hai messo ad inserire tutti i vari video? Comunque non so ancora cosa dire…io sono davvero sempre più dubbioso su tutto. Più cerco di convincermi su cosa voterò, meno sono sicuro. Col tempo magari le idee diventeranno più chiare, ma al momento davvero nebbia in val padana.

    • Guarda: mettere i video, essendoci il link diretto sul blog di Grillo, è stato relativamente veloce, ma dato che li ho anche ascoltati (alcuni a pezzi, altri per intero) il lavoro è stato non poco. Però posso dire che questo è il post (sotto più punti di vista) migliore che abbia scritto. Dunque ci stava farsi uno sbatti maggiore. Per le elezioni c’è tempo (anche se probabilmente si faranno a febbraio)…

      • Sì concordo…l’analisi richiede tempo ed approfondimento, e se la fai bene da anche soddisfazione.
        Non capisco se per il voto manchi troppo o troppo poco 😀

  3. Pingback: L’illusione di internet. | Cezar_Press

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