Monti sì o Monti no? Per l’Italia forse è meglio di no.

Alcuni penseranno che il titolo sarebbe stato meglio scriverlo in questo modo: “Monti sì o Monti no? Per me forse è meglio di no.” e non sarei neanche in cattiva compagnia dato che il 60% degli italiani la pensano allo stesso modo. Invece sono ancora convinto del mio titolo e ora andrò a esporre le mie motivazioni.

Visto che danno tutti per scontato che Monti si candiderà con il “terzo polo” (c’è da chiarire se con una sua lista o senza) a questo punto ci sono da capire le ripercussioni sui restanti schieramenti. Grosso modo tutti gli schieramenti aumenteranno le loro quote (tranne uno): Berlusconi grazie alla sua campagna tutta promesse e tv (tanto sa che non governerà dunque non ha il problema di disattendere il suo elettorato), al centro grazie alla discesa in campo di Monti. Il M5S non viene toccato da questa manovra, sarà invece il PD colui che pagherà le conseguenze peggiori, dato che già ora veleggia con alte percentuali e difficilmente avrà altri spazi di miglioramento: dunque può o rimanere stabile o scendere.

Allora perché è un male per l’Italia la candidatura di Monti?

Perché, a mio avviso, porta instabilità politica. Abbiamo attualmente una sola coalizione che può vincere le elezioni: quella di centrosinistra (attualmente è intorno al 40%), gli altri partiti (o coalizioni) saranno compresi tra una forbice che va dal 15 al 20%. La candidatura di Monti, come già detto, porterà via voti al PD e questo renderà meno probabile la maggioranza in Senato.
Se questo dovesse accadere chi ci guadagna?
Tendenzialmente nessuno, infatti non è importante che ci sia la destra o la sinistra, ma dato il momento storico di grande crisi ed incertezza, l’importante è che qualcuno governi, perché la paralisi sarebbe la cosa peggiore per un Paese già debole come il nostro.
La mancata vittoria della sinistra andrebbe però verso la strategia immaginata da Berlusconi.
Infatti presumo che Berlusconi stia tentando la rimonta del 2006: cioè quella di erodere il più possibile il centrosinistra (allora era Prodi) per poi rendere ingovernabile il Senato e farlo cadere poco dopo; infine tornare alle urne e ribaltare il risultato (come avvenne nel 2008).
Se questo fosse il piano (non ho letto articoli che ipotizzavano questa ipotetica strategia) allora Monti farebbe il gioco di Berlusconi, tutto a discapito della stabilità del Paese.
Per questo motivo ritengo la candidatura di Monti negativa per tutto il Paese e non solo per il centrosinistra.

Discorso diverso sarebbe se Monti e la sua coalizione non siano pronti a venire in soccorso di un governo PD+SEL. Ma a questo punto mi chiedo cosa cambia se si presenta o meno in prima persona.
L’ultima ipotesi sarebbe quella che Monti scenda in campo per archiviare il centrodestra di stampo berlusconiano (come auspicavo io qualche post fa) e per portare in Italia una destra meno populista e più “presentabile” a livello internazionale. Questo forse sarebbe l’unico obiettivo centrabile da una coalizione guidata da Monti.

Per sapere la verità basterà aspettare la conferenza stampa di Monti attesa nel week end, ma dubito che Monti dirà alla luce del sole il vero motivo del suo impegno politico. Aspettiamoci dunque il solito discorso vago e banale sul bene del Paese e blah blah.

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6 thoughts on “Monti sì o Monti no? Per l’Italia forse è meglio di no.

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