Grillo al Governo(?)

I fatti sono semplici: l’unico che può governare è il PD con l’aiuto di un “compagno” di governo forte. E chi può vantarsi di una posizione autorevole sono solo il PDL e il M5S.

Bersani ieri ha fatto capire che vorrebbe governare con il supporto esterno degli attivisti del movimento 5 Stelle (ma non tutti i dirigenti del PD convergono su questa linea).

Spiego velocemente perché, secondo me, provare a governare con Berlusconi sarebbe deleterio. Sappiamo benissimo che Berlusconi ha in mente come priorità i suoi processi e non il bene del Paese, poi una prova di coabitazione c’è già stato con il governo D’Alema e mi pare che la sinistra non abbia guadagnato molto da quell’accordo.
Da un punto di vista più pragmatico il PD ha impostato tutta la campagna contro il berlusconismo e il leghismo, cambiare idea nel giro di due giorni farebbe crollare i consensi del Partito Democratico e aumenterebbe a dismisura i voti del Movimento 5 Stelle.

A questo punto tutti si chiedono Grillo sarà affidabile? I mercati hanno già risposto di no, io invece qualche speranza ce l’ho.
Prima di tutto perché il Movimento 5 Stelle è diventato un grande partito (in termini di voti) e con questo risultato è arrivata l’ora di assumersi le proprie responsabilità. Avrà il coraggio (o la sconsideratezza) di non votare la fiducia e riportare tutti alle urne? Io dico che per ora questo non se lo può permettere, se no darebbe ragione a tutti quelli che dicono che il loro movimento è capace solo di distruggere ma non di proporre.

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Analisi sondaggi: il PDL non rimonta, è il M5S che “ruba” la vittoria al PD.

Chi ha seguito minuto per minuto la giornata di Lunedì ha visto come i sondaggi inizialmente davano avanti il centrosinistra, poi le prime proiezioni hanno ribaltato completamente il pronostico a favore del centrodestra, per poi arrivare al risultato ufficiale di parità.

#Elezioni2013

Ho preparato questa piccola scheda per capire prima di tutto chi ha perso e chi ha vinto veramente. Dico veramente perché i dati mostrano che in realtà tra le due grandi coalizioni è stato il centrodestra a perdere quasi il 18% dei voti rispetto alle ultime elezioni, mentre il PD solo, si fa per dire, l’8%.
Questi voti si sono convogliati verso il M5S, infatti se notiamo l’ultima riga (quella del Totale) notiamo che nelle la somma dei maggiori partiti arriva a circa l’84% sia nel 2008 che nel 2013. In alternativa se sommiamo le due percentuali perse in questi anni dai due schieramenti (il 17,63% e l’8,01%) la somma fa circa il 25%, appunto il dato del M5S.

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Elezioni Politiche 2013: hanno vinto tutti!

Ha vinto il PDL che voleva portare instabilità al Senato per non far governare il PD.

Ha vinto “Fare per fermare il declino” che non voleva far vincere Berlusconi.

Ha vinto Berlusconi che ha mandato fuori dal Parlamento Fini.

Ha vinto la coalizione di centrosinistra che ha superato quella di centrodestra.

Ha vinto il Movimento 5 Stelle perché ha raggiunto la sua missione di sgretolare i vecchi partiti.

Hanno vinto tutti, ma inspiegabilmente sono tutti delusi.

Previsioni elettorali basate sui sondaggi, sulla logica e sull’intuito personale.

Avevamo lasciato i sondaggi a un paio di settimane fa e poi non si è saputo più nulla (meno male, si parlava solo di quello), in realtà li si possono trovare in modo clandestino su due siti: http://www.notapolitica.it (dove non si parla di elezioni, ma di “strane” corse di cavalli) e su http://www.youtrend.it (in questo caso si parla di un particolare conclave tutto italiano). In questo caso c’è chi dubita della veridicità, spesso questi dati non sono di prima mano e poi potrebbe esserci una modifica fatta da chi dirige il sito senza che nessuno possa contestare tali dati.

Un altro modo per intuire gli andamenti è l’interpretazione degli attacchi dei leader: Berlusconi attacca Giannino? Giannino è in rimonta, tutti parlano del M5S? Allora anche loro sono pericolosi. Berlusconi vuole un faccia a faccia solo con Bersani? Questo vuol dire che Berlusconi è ancora indietro e che gli altri saranno comprimari.

Secondo me però con questi due metodi non si fa altro che impazzire, si seguono istericamente ogni giorno dichiarazioni che un giorno indicano un partito e il giorno dopo un altro. Come spesso spiegano i sondaggisti c’è da capire i trend: non importa il dato di un singolo giorno, l’importante è vedere la “curva” che si disegna nel medio periodo.

Partirei da un dato importante (e che si può dire): ad oggi gli indecisi sono circa il 15% (Mentana proprio oggi ha detto che sono in crescita al 18%), questi probabilmente andranno a votare qualcuno e sono una parte consistente dell’elettorato, ma chi andranno a premiare? Continua a leggere

Un solo voto e tanti partiti: ecco i miei criteri di selezione per le elezioni del 2013.

In un’elezione è vero che si votano i partiti, ma in primo luogo si votano delle priorità e delle idee.
Nel voto di questo fine settimana metterei al primo posto alcune qualità che un leader (e anche i futuri parlamentari) dovrebbero avere a prescindere dal loro “colore” politico.
Non sono caratteristiche funamboliche o esagerate ma sono aggettivi ordinari.
Il leader del nostro Paese, secondo me, dovrebbe essere una persona onesta, competente e rispettabile (il “rispettabile” è il risultato naturale della somma delle prime due caratteristiche). Come dicevo prima sono aggettivi basilari; eppure ritengo che già con questo si possa fare una prima scrematura. Continua a leggere

Analisi: Giannino (un Grillo con la laurea) e Fratelli d’Italia (un progetto nato bene ma cresciuto male)

Errata corrige: Giannino aveva detto di avere una laurea ma non c’è l’ha (Giannino parla di svista, vedete voi se volete crederci o meno). Allo stesso modo il mio titolo era messo per dire che le sue proposte sono ponderate e concrete a differenza di altre.

Dopo la “puntata” su Rivoluzione Civile, oggi andrò dall’altra parte del Parlamento a considerare due nuovi partiti che hanno avuto lo stesso obiettivo iniziale, ma che hanno percorso due strade completamente diverse. I due partiti sono “Fare per fermare il declino” e “Fratelli d’Italia”. Continua a leggere

Analisi: Rivoluzione Civile

È da un po’ che non scrivevo delle analisi sui partiti (quasi un anno, quando iniziai a scrivere su questo blog), ma visto che le elezioni politiche hanno fatto nascere una serie di nuovi partiti mi pare giusto ricominciare. Parto dall’ala sinistra e precisamente con Ingroia e  la sua “Rivoluzione Civile”.

Rivoluzione Civile pesca i suoi voti nel vuoti lasciato dai vecchi partiti comunisti italiani, l’elettore medio è colui che un po’ rimpiange i tempi in cui il comunismo c’era ed era forte e che in questa nuova sinistra portata a governare (e dunque costretta anche a mediare) non si ritrova. È la sinistra più “pura e dura” che non si accontenta di Vendola perché con la sua alleanza col PD un po’ si è snaturato. Continua a leggere

Scontri politici all’ombra del Papa

Ieri Papa Benedetto XVI si è dimesso, anche se personalmente io la chiamerei abdicazione dato che lui è ufficialmente anche il sovrano della Città del Vaticano; ma non sono qui a parlare di questo ma a parlare del suo successore.
Non conosco molto le gerarchie cattoliche ma sicuramente ci sono alcuni ragionamenti molto politici, e poco divini, che si usa spesso fare tra le mura vaticane. Continua a leggere

Nel Nord Africa è già inverno?

A inizio novecento gli Stati Uniti d’America aumentarono la loro influenza nei Paesi latino-americani tramite una serie di interventi militari che spesso coincidevano con l’instaurazione di un governo militare filo americano. Roosevelt cambiò politica estera ed inaugurò la “politica del buon vicinato”.
In Nord Africa la situazione è stata meno “pianificata”, ma nell’ultimo periodo (soprattutto dopo l’11 Settembre e l’acutizzarsi dello scontro islam-occidente) si è pensato che avere dittature non di stampo religioso (e magari vicine all’occidente grazie a meri interessi economici) potesse essere un buon argine contro un’espansione dell’islam estremista. Continua a leggere

I passi falsi del PD nella comunicazione.

Oggi è l’ultimo giorno in cui si possono pubblicare i sondaggi. Questo non vuol dire che nessuno li farà più, solamente che non possono essere divulgati dai vari mezzi di comunicazione. Posso esclamare un bel: “finalmente!”? Perché oramai in tutti gli spazi di dibattito politico stavano a guardare in modo maniacale i sondaggi, ne usciva almeno uno al giorno e onestamente ne avevo un po’ le tasche piene.

Dopo questo primo sfogo vorrei iniziare facendo un piccolo resoconto di quanto successo in questo periodo.
In realtà se si legge quanto detto da me nell’ultimo post su Monti (datato nella pubblicazione ma attualissimo, avrei potuto scriverlo anche ieri) si ritrova quello che è poi effettivamente successo. Monti si candida per creare il suo polo, tutti i partiti aumentano il consenso tranne la coalizione di centrosinistra e alla fine non si realizza la maggioranza in Senato.
La colpa è tutta di Monti o anche ad altri sono da imputare le colpe di questa parziale sconfitta? Continua a leggere