I passi falsi del PD nella comunicazione.

Oggi è l’ultimo giorno in cui si possono pubblicare i sondaggi. Questo non vuol dire che nessuno li farà più, solamente che non possono essere divulgati dai vari mezzi di comunicazione. Posso esclamare un bel: “finalmente!”? Perché oramai in tutti gli spazi di dibattito politico stavano a guardare in modo maniacale i sondaggi, ne usciva almeno uno al giorno e onestamente ne avevo un po’ le tasche piene.

Dopo questo primo sfogo vorrei iniziare facendo un piccolo resoconto di quanto successo in questo periodo.
In realtà se si legge quanto detto da me nell’ultimo post su Monti (datato nella pubblicazione ma attualissimo, avrei potuto scriverlo anche ieri) si ritrova quello che è poi effettivamente successo. Monti si candida per creare il suo polo, tutti i partiti aumentano il consenso tranne la coalizione di centrosinistra e alla fine non si realizza la maggioranza in Senato.
La colpa è tutta di Monti o anche ad altri sono da imputare le colpe di questa parziale sconfitta?

Direi che una grossa fetta della colpa ce l’ha il PD. Inizialmente (cioè a Dicembre) ha aspettato ad entrare in campagna elettorale mentre gli altri due maggiori competitor (Monti e Berlusconi) erano perennemente in tv. Cosa che io non criticherei di per sé, hanno semplicemente scelto di iniziare la campagna elettorale un mese prima delle elezioni (così come ha fatto anche Beppe Grillo con il suo “tsunami tour”). Il problema è che quando entri nel vivo della campagna elettorale bisogna andare e tirare dei montanti potenti e precisi, non dire: “metteremo dei soldi là, vogliamo più lavoro” etc, la gente ha bisogno di sentire slogan precisi. Berlusconi dice: “tolgo l’IMU”, Giannino: “taglio la spesa”, Grillo “abbasso i politici”. Gli unici due che non si capisce bene che vogliono sono proprio Bersani e Monti, che si basano più sulla loro immagine pregressa che su delle proposte per il futuro.
Come faceva notare Travaglio nell’ultima puntata di “Servizio Pubblico”, l’unica frase che si ricorda di Bersani è quel “sbraniamoli” riferita all’affaire Monte Paschi.
È possibile che nessuno, nella sezione comunicazione del PD, abbia detto a Bersani di non parlare più di alleanze con Monti ma parlare di proposte concrete e capibili da tutti? Se vuoi accordarti con Monti lo chiami al telefono, perché dirlo a mezzo stampa?
Che poi è un cane che si morde la coda: perchè più lui fa aperture (e relative smentite) al polo centrista, più i giornalisti gli faranno domande sull’argomento tralasciando le domande sul programma.
Forse il fatto di non poter più esplicitare i sondaggi porterà tutti a parlare più di programmi che di alleanze.

Ma c’è un campo dove il PD è molto attivo si fa sentire ogni giorno ed è internet. Il problema è che su internet le persone che vengono a conoscenza di campagne di comunicazione, dichiarazioni etc sono persone che già si interessano dell’argomento. In pratica le mosse migliori sul piano comunicativo del PD vanno a parlare a persone che già sono interessate all’argomento e non aumentano la base elettorale del partito.
Su questo punto avrei voluto scrivere un post apposito che si intitolava: “Campagna elettorale on-line: se le cantano e se le suonano da soli”, ma penso che il solo titolo basti a far capire il contenuto del testo…

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