Scontri politici all’ombra del Papa

Ieri Papa Benedetto XVI si è dimesso, anche se personalmente io la chiamerei abdicazione dato che lui è ufficialmente anche il sovrano della Città del Vaticano; ma non sono qui a parlare di questo ma a parlare del suo successore.
Non conosco molto le gerarchie cattoliche ma sicuramente ci sono alcuni ragionamenti molto politici, e poco divini, che si usa spesso fare tra le mura vaticane.

Sono tre le grandi ragioni che spingono ad eleggere un Papa piuttosto che un altro, e sono:

  1. Considerazioni geo-politiche: per questo ora si parla molto di un Papa di colore, l’Africa è un territorio combattuto tra la religione cristiana portata dagli europei (centro-sud) e quella musulmana (radicata a nord). Un Papa africano potrebbe aiutare in questo senso.
    Ma quando si dice “di colore” si potrebbe pensare anche ad una persona mulatta, dunque si potrebbe pensare ad un Vescovo dell’America Latina. Un candidato di quel continente avrebbe dalla sua una forza economica e sociale in grande espansione (e dunque da tenere sotto osservazione); di negativo ci sarebbe che tutte le nazioni del centro e sud America sono già fortemente cattoliche, dunque non ci sarebbero delle “forze da contrastare”.
  2. Considerazioni di potere interno: Ratzinger è stato eletto grazie alla vicinanza al suo predecessore, Papa Giovanni Paolo II, che essendo stato un Papa ben voluto si è pensato di perpetrare il suo mandato con un suo uomo fidato. Alcuni dicono che un prediletto di Ratzinger sia il cardinale Scola, spostato a Milano (arcidiocesi più popolosa del mondo) proprio dal Papa dimissionario. Una persona invece invisa a Ratzinger è Bertone che è colui che ha costruito una rete di influenze in buona parte della gerarchia cattolica, compresi gli affari dello IOR (piccola nota: il caso di “vatileaks” nacque proprio perchè si voleva far uscire i contrasti tra il Papa e il modo oscuro in cui venivano condotti gli affari economici vaticani).
  3. Le capacità come teologo, amministratore e comunicatore: in pratica le “skills” base per essere un buon Papa e io onestamente non saprei proprio che dire a riguardo, se non che onestamente penso che in certe elezioni queste qualità contino poco o nulla.

In ultima analisi vorrei aggiungere che per nel punto 2 la situazione è alquanto complicata: perché Scola è da sempre vicino a CL, il che non è buona cosa per Papa di origine tedesca, ma per Bertone lo è. D’altro canto Scola è da qualche tempo (circa un anno) che sta cercando di smarcarsi, almeno a parole, da questa sua vecchia amicizia.
Molti indicano un italiano come successore, se così fosse sarebbe da leggere come una resa dei conti tra la visione di Bertone e quella di Ratzinger (per capire chi dei due l’ha spuntata dipende da chi viene eletto); mentre se dovesse vincere uno straniero allora si evincerebbe una scelta che esula dalla contesa “romanocentrica” descritta poco sopra (e di fatto sarebbe una sconfitta per Bertone).

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2 thoughts on “Scontri politici all’ombra del Papa

  1. Intanto se non lo hai letto, ti consiglio quest’articolo. http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_13/chiesa-insidie-interregno-papa-dimissioni-franco_a92bdc16-75a2-11e2-a850-942bec559402.shtml. Dei 10.000 sbucati in questi giorni, mi è sembrato quello meglio fatto e il più reale, poco retorico e con meno peli sulla lingua.
    Detto questo, dato che si è davanti ad una svolta comunque epocale nella chiesa, sono dell’idea che ora il Conclave debba eleggere un Papa da combattimento, di quelli che sanno cosa fare, come farlo, e con il carisma per portare avanti le proprie idee. Dovrebbe intanto riuscire ad ammodernare la Chiesa, immagino che questo dovrebbe anzi essere il suo unico compito. Non so come sia chiaro 😀
    C’è però da dire che se ci sono 117 vescovi dai 50 anni in su, che sono probabilmente ancorati alla tradizione, in una stanza, e devono scegliere chi li rappresenterà…la vedo dura sul fatto che possa venire fuori qualcosa di realmente rivoluzionario. Anche se ripeto, sarebbe l’unica cosa auspicabile al momento.

    • Rivoluzioni nella Chiesa Cattolica li vedo molto dure e comunque se devo esprimere un giudizio su questo Papa devo dire che mi è piaciuto. Non per quanto riguarda i giudizi morali o sulla dottrina religiosa (non mi interessano minimamente), ma per come ha gestito alcuni problemi interni alla gerarchia ecclesiastica. Oserei dire che da questo punto di vista si è fatto portatore di una ventata nuova.

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