Grillo al Governo(?)

I fatti sono semplici: l’unico che può governare è il PD con l’aiuto di un “compagno” di governo forte. E chi può vantarsi di una posizione autorevole sono solo il PDL e il M5S.

Bersani ieri ha fatto capire che vorrebbe governare con il supporto esterno degli attivisti del movimento 5 Stelle (ma non tutti i dirigenti del PD convergono su questa linea).

Spiego velocemente perché, secondo me, provare a governare con Berlusconi sarebbe deleterio. Sappiamo benissimo che Berlusconi ha in mente come priorità i suoi processi e non il bene del Paese, poi una prova di coabitazione c’è già stato con il governo D’Alema e mi pare che la sinistra non abbia guadagnato molto da quell’accordo.
Da un punto di vista più pragmatico il PD ha impostato tutta la campagna contro il berlusconismo e il leghismo, cambiare idea nel giro di due giorni farebbe crollare i consensi del Partito Democratico e aumenterebbe a dismisura i voti del Movimento 5 Stelle.

A questo punto tutti si chiedono Grillo sarà affidabile? I mercati hanno già risposto di no, io invece qualche speranza ce l’ho.
Prima di tutto perché il Movimento 5 Stelle è diventato un grande partito (in termini di voti) e con questo risultato è arrivata l’ora di assumersi le proprie responsabilità. Avrà il coraggio (o la sconsideratezza) di non votare la fiducia e riportare tutti alle urne? Io dico che per ora questo non se lo può permettere, se no darebbe ragione a tutti quelli che dicono che il loro movimento è capace solo di distruggere ma non di proporre.

Ma non solo per questo motivo, i punti di convergenza esistono e in più il programma dei 5 Stelle non è molto dettagliato, soprattutto per quel che riguarda l’economia, il lavoro, i diritti civili etc etc. Praticamente si basa solo sui tagli ai costi della politica e sull’ambientalismo.
È vero che hanno parlato del reddito di cittadinanza, della statalizzazione delle banche e altre proposte, ma non hanno mai detto dove si andrebbero a prendere i soldi per finanziarle; il che fa pensare che siano mere sparate da campagna elettorale.
Ricordo che i grillini di lunga data (che sono gli stessi che sono stati eletti al Parlamento) erano i cosiddetti “delusi di sinistra” e sicuramente con loro sarebbe più facile trovare una convergenza con le idee del PD o di SEL.

Infatti secondo me il problema maggiore sarà l’ingerenza di Grillo con i parlamentari del movimento. Se Grillo vorrà continuare a far campagna elettorale anche dopo le elezioni (dicendo ad esempio che sono tutti morti, che non parla con nessuno e altre frasi prese dal suo repertorio) allora salta tutto e si va in poco tempo a votare. Se invece si lascia più spazio ai singoli attivisti allora ci sarà modo dialogare. Da questo punto di vista Bersani a mediare è una persona decisamente migliore rispetto ad un Renzi.
Di negativo è che Grillo ha già detto che andrà lui a parlare con Napolitano, al che ci si chiede: ma non doveva farsi da parte? Sarà lui a dialogare con i leader degli altri partiti e a dirigere il suo movimento?

C’è anche da considerare che il “metodo siciliano”, che si vorrebbe esportare al Parlamento nazionale, non è poi così tutto “rosa e fiori”. Infatti in Sicilia i grillini fanno pesare il loro voto con una sorta di ricatto ad ogni provvedimento che non trovano di loro gradimento; inoltre hanno richiesto posti che “contano” in alcune commissioni (cosa più che legittima ma che puzza di vecchia politica). Con questo scenario sono in molti a vedere a rischio la presidenza della regione Sicilia (sentore che avevo pure io in tempi non sospetti).

Sicuramente si potrà andare avanti senza troppi intoppi fino a Settembre, lì ci sarà da preparare la “finanziaria”, di solito è già difficile trovare accordo all’interno di una maggioranza solida e non oso immaginare in questo caso!

Se questo piano dovesse fallire e si volesse mai percorrere la via dell’alleanza con il PDL, lo si potrebbe fare anche più avanti: vi pare che Berlusconi e i suoi rinuncino a qualche poltrona o legge a loro favore?

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4 thoughts on “Grillo al Governo(?)

  1. Napolitano non ha facolta’ di sciogliere le camere (semestre bianco, Articolo 88 della costituzione) e quindi almeno 6 mesi di questo parlamento si deve avere per forza.
    Per il “metodo siciliano”, non solo il M5S dovrebbe lasciare il senato per la votazione, ma servirebbero anche i voti di Monti (nonostante tutto continuo a consideare questa l’ipotesi piu’ probabile)

  2. Quando ho parlato dell’andare subito alle urne non sono entrato nei tempi tecnici, effettivamente quanto tu dici è giusto. Ho letto anche il post sul tuo blog (e pure il post di grillo che ha pubblicato mentre io stavo scrivendo il mio). La situazione è indubbiamente spinosa, ma la responsabilità qualcuno se la deve prendere, il PD per forza di cose, il M5S vedremo… riguardo a Monti non dovrebbero esserci problemi, penso che la sua priorità sia quella della stabilità del Paese e ormai non penso abbia molte mire politiche, dunque potrebbe avallare un voto di fiducia a Bersani pur non avendo (di fatto) voce in capitolo nel futuro governo.

  3. L’alleanza PD PDL come soluzione ultima? Sinceramente ne dubito. Già un anno fa Bersani ha evitato di andare alle urne dicendo “l’Italia prima di tutto” (http://www.partitodemocratico.it/doc/227569/litalia-prima-di-tutto.htm ) ritenendo che la situazione in quel momento fosse tale da dover anteporre agli interessi elettorali del PD l’azione di un governo che gestisse l’emergenza con un più ampio appoggio. La coabitazione col PDL non è stata semplice. Bersani col governo Monti ha fatto il possibile, data la situazione. Ultreriori interventi e modifiche si sarebbero potute fare solo con un futuro governo sostenuto da una diversa maggioranza. Ora sono sicuro che a Grillo piacerebbe molto un’alleanza PD PDL (o PD-L, come lo chiama lui) per dire: avete visto, sono tutti uguali, non vogliono mollare la sedia, si reggono a vicenda. La base PD non lo consentirebbe, ora altri devono dimostrare responsabilità, il PD ha già dato. Vedremo se Grillo conierà un nuovo slogan tipo “M5S prima dell’Italia”

    • Condivido appieno quanto tu dici, era un’ipotesi eventuale e remota che però mi pareva giusto aggiungere. Il fatto che poi non sia andati subito alle urne (dato quanto successo alle urne ora) è ancora da capire se sia stata la mossa migliore per l’Italia o meno…
      Grillo per ora fa ancora propaganda, vedremo se quando ci sarà l’insediamento delle nuove camere vorrà continuare su questa strade (e dunque ci toccherà andar di nuovo alle urne) oppure si troverà un accordo.
      L’unico punto oscuro (per me) rimane la legge elettorale, se davvero Grillo fa saltare tutte le alleanze e si dovesse tornare alle urne, senza cambiare neanche legge elettorale, allora ci sarà sempre ingovernabilità al Senato. A quel punto anche se il M5S avesse più voti di tutti gli altri gli sarebbe impossibile governare e non avrebbe nessun tornaconto personale.

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