Renzi ad Amici? Per me è sì!

Una settimana politicamente un po’ spenta, le due notizie più importanti sono state: la partecipazione di Matteo Renzi ad “Amici” e l’incontro segreto dei parlamentari pentastellati in un agriturismo alla porte di Roma.
Vorrei parlare della prima notizia che mi pare la più interessante anche perché dell’altra si sa solo che hanno mangiato paccheri con guanciale e funghi (quando si parla di notizia bomba!).

Qui potete trovare il video del suo discorso: che dire?
Da un punto di vista elettorale c’è ben poco da dire, andare in un programma non prettamente politico (lo ha fatto Berlusconi andando ai programmi della mattina di mediaset e lo ha fatto anche Monti andando ad “Uno mattina” su Rai1) è una fonte incredibile di visibilità. Solitamente i politici vanno da “Ballarò” o a “Porta a Porta”, ma chi segue i talk di questo genere sa già cosa votare e probabilmente se non lo sa ha comunque interesse per l’argomento e in qualche modo si informerà (magari vedendo altre trasmissioni e leggendo i giornali); chi guarda programmi più “leggeri” è solitamente a digiuno di politica e molto probabilmente non conosce neppure i candidati. Renzi da giovane e poco conosciuto politico (anche se oramai chi segue anche di sfuggita la politica sa chi è) ha fatto la mossa giusta, anche perché è andato a stanare un pubblico che probabilmente non vota PD, ma che se si toccano le corde giuste si può conquistare, soprattutto se il discorso è poco politicizzato . Ed è qui che si entra a parlare del messaggio mandato da Renzi. Continua a leggere

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I passi falsi del PD nella comunicazione.

Oggi è l’ultimo giorno in cui si possono pubblicare i sondaggi. Questo non vuol dire che nessuno li farà più, solamente che non possono essere divulgati dai vari mezzi di comunicazione. Posso esclamare un bel: “finalmente!”? Perché oramai in tutti gli spazi di dibattito politico stavano a guardare in modo maniacale i sondaggi, ne usciva almeno uno al giorno e onestamente ne avevo un po’ le tasche piene.

Dopo questo primo sfogo vorrei iniziare facendo un piccolo resoconto di quanto successo in questo periodo.
In realtà se si legge quanto detto da me nell’ultimo post su Monti (datato nella pubblicazione ma attualissimo, avrei potuto scriverlo anche ieri) si ritrova quello che è poi effettivamente successo. Monti si candida per creare il suo polo, tutti i partiti aumentano il consenso tranne la coalizione di centrosinistra e alla fine non si realizza la maggioranza in Senato.
La colpa è tutta di Monti o anche ad altri sono da imputare le colpe di questa parziale sconfitta? Continua a leggere

Quando non si ha una notizia la si crea: ecco il ruolo del titolo in un pezzo giornalistico

Una mattina dai un’occhiata a Twitter e ti accorgi che tutti stanno parlando della puntata di omnibus che sta andando in ora in quel momento su La7: c’è Berlusconi. Allora mi sintonizzo, guardo la puntata (condotta molto bene, ndr) e alla fine torno a fare ciò che avevo lasciato. La sera accendo il tg e tra le prime notizie spunta: “Berlusconi candida Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica” (la notizia non veniva neanche proposta come una sparat, ma come qualcosa di concreto).
“Perdincibacco” esclamai, eppure io avevo guardato l’intervista e non mi pareva avesse detto proprio quelle parole. Riprendendomi la puntata, dopo 1h e 16 min si inizia a parlare dell’elezione del Presidente della Repubblica e Berlusconi dichiara una cosa del tipo: “ho un nome che piace anche alla sinistra e a cui non potranno dire di no, ma ora non lo posso dire perché se no lo brucio”. A quel punto gli chiedono: “È Giuliano Amato?” E l’ex premier nicchia, insistono e chiedono “È Mario Draghi?” (domanda fatta dopo 1h e 18 min e 30 sec) e lui risponde che sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica. In sottofondo Marco Damilano pensa di aver intuito che il Cavaliere con quella frase avesse avallato l’ultima ipotesi. Continua a leggere