Ancora Primarie

Il Partito democratico, e con lui anche SEL, ha fissato le primarie per il parlamento a fine anno (il 29 e 30 Dicembre). È un bene, è una male? È solo una moda? Ci sono state alcune polemiche sulle date prescelte e in parte condivido le preoccupazioni.

Le primarie sono un bene soprattutto con una legge elettorale che svuota il significato e la funzione del voto democratico. Però non vanno bene per una questione di tempistica; infatti le regole e le liste di candidati per il parlamento verranno esposte il 17 Dicembre e da quel giorno si potrà cominciare la campagna elettorale, ma se le elezioni saranno il 29 vuol dire che ci sono 12 giorni per farsi conoscere e in mezzo ci sono anche le feste!

Come analizzai in un precedente post, dove mettevo a confronto le primarie regionali della Lega a confronto con quelle del PD, ponevo l’accento su quanto fosse importante avere il tempo per organizzare una buona campagna elettorale, soprattutto per gli outsider, riporto le mie parole di allora: Continua a leggere

Ma chi sono i vincitori delle parlamentarie di Grillo? Ecco i video e una prima analisi.

Le “parlamentarie” del movimento 5 stelle sono una cosa alquanto strana, da una parte c’è il plauso per aver dato voce agli elettori e dall’altra ci stanno i numeri: 1.400 candidati per 95.000 elettori.

Partiamo subito dai dati: 95 mila elettori diviso il numero dei candidati fa la bellezza di 68 (sessantotto) voti per ciascun candidato di media, un po’ pochi… a leggerli vengono in mente le elezioni che si facevano al liceo per eleggere i rappresentanti di istituto. Continua a leggere

Il meccanismo delle primarie ostacola l’entrata di nuove idee: ecco spiegato come

Alla fine ha vinto Bersani, speravo diversamente ma ritengo sia comunque un ottimo candidato premier.
Ha vinto con un ampio scarto (all’incirca 60 a 40) eppure su twitter e su facebook sento molte persone lamentarsi del mancato cambiamento e poche gioire della vittoria del “concreto” Bersani. In parte sarà colpa dei miei coetanei (giovani e tendenzialmente pro Renzi), però tra questi delusi si nota soprattutto che sono persone che non hanno mai seguito le vicende del PD da vicino. Inoltre, giusto ieri sera, il tg di Mentana su La7 ha mostrato questo sondaggio dove Renzi viene indicato come miglior candidato premier battendo sia Bersani che Monti. Forse non sono solo i miei amici a pensarla in questo modo…
La domanda che sorge spontanea è: le primarie, così come sono oggi, rispecchiano appieno la volontà degli elettori del centrosinistra o invece tendono ad incoronare i soliti vecchi politici e le solite idee?
Questo mi ha ricordato una vecchia teoria che mi ero fatto già qualche anno fa e che è molto semplice da spiegare da un punto di vista statistico: ora cercherò di spiegarlo tutto in modo semplice semplice. Continua a leggere

Perché voto Renzi.

Settimana scorsa non sapevo bene chi votare, poi il giorno prima ho rimesso in ordine le idee in testa e mi sono deciso a votare per Matteo Renzi. Non che l’attuale segretario del PD sia una persona poco capace o disonesta, è solo che Renzi mi pare più netto nei suoi modi di operare. Se andiamo a vedere i punti in comune tra i due candidati sono molti e anche nel duello su Rai1 spesso i due hanno iniziato le frasi ammettendo che erano d’accordo col loro sfidante (anche se le loro idee divergevano su alcuni punti).

Ecco cosa mi ha convinto del programma del primo cittadino di Firenze: Continua a leggere

Primarie del centrosinistra: ottimo il risultato politico, insufficiente sul piano organizzativo

La prima tappa delle primarie del centrosinistra è finita e alla fine tutto è andato per il meglio. Molte persone sono andate a votare (soprattutto se teniamo conto dell’alta disaffezione verso i partiti), la competizione è stata vera seppur con toni abbastanza pacati (gli ultimi giorni c’è stato qualche colpo basso in più ma nessuno strascico).
Da un punto di vista dei voti non è uscito nulla di nuovo, il sondaggio di venerdì presentato alla trasmissione Rai Agorà aveva azzeccato le proiezioni.

Queste primarie hanno voluto dire molto sia per il centrosinistra che per la politica generale in Italia, ma non è questo il punto che voglio toccare oggi (magari ne parlerò una prossima volta). In queste primarie c’è un grosso problema: l’organizzazione. Continua a leggere

Diario di un elettore delle primarie alla deriva.

Le primarie del centrosinistra si avvicinano e onestamente sono arrivato al punto che non so chi votare.

Sono mesi che Renzi è in corsa per la leadership (anche prima che le primarie fossero annunciate) e mi chiedevo se mai potesse un giovane amministratore vincere contro i big del partito. All’inizio sembrava un giochino carino, una scommessa tra amici, ma poi arriva il momento di votare seriamente e allora tutto cambia. Perché non puoi più votare per quello che ti sembra più convincete, quello dalla faccia pulita o dalla battuta pronta; devi votare per colui che andrà a governare l’Italia.
Ma se la scelta tra due candidati poteva essere ancora un problema risolvibile, ecco che arriva nella sfida Vendola, poi Tabacci e infine la Puppato.
Cinque candidati complessivi, ecco ora sarà un casino anche solo seguire le idee base di tutti e cinque. Il dibattito su Sky sembrava essere la soluzione a tutti i problemi: non il solito talk televisivo dove tutti sbraitano e non si conclude nulla, ma un dibattito pacato dove i candidati potranno esporre la propria idea e lo spettatore potrà confrontarla immediatamente con le altre proposte. Ovviamente di fumo ce n’è stato fin troppo, ma di numeri precisi ben pochi… e siamo ancora da capo. Continua a leggere

La sfida delle primarie su Sky: un’analisi più televisiva che politica.

La sfida di ieri sera su Sky è stata interessante, non tanto per ciò che hanno detto i candidati, ma serviva a dare un segnale, per consolidare una tradizione di dibattiti politici pre elettorali che non siano i soliti talk show.

Secondo me il format andrebbe un po’ ad esempio aggiungendo la possibilità di controbattere sempre almeno una volta, ovviamente questo comporterebbe un allungamento di tempo per ogni domanda, al che bisognerebbe diminuire il numero di domande. Questo cambiamento porterebbe ad avere un dibattito un po’ più animato e che vada un po’ più in profondità (evitando degeneri da rissa televisiva).
Inoltre eliminerei le domande fatte dal pubblico/sostenitori di uno dei candidati, le domande fatte erano tutte abbastanza inutili (a parte la gaffe su Oscar Giannetto che ha scatenato l’ironia sul web). Anche il pubblico presente in sala era inutile, si notava solo quando con gli applausi bloccava il discorso di uno dei candidati, va bene che lo studio era quello di X-Factor ma questo dibattito è cosa seria. Continua a leggere

Primarie: Lega vs PD, chi vince?

La Lega ha da poco terminato le sue primarie per trovare il suo candidato alla regione Lombardia.
È il secondo partito dopo il PD ad organizzare delle primarie per scegliere un candidato, è una scelta importante che può dare vitalità e ricambio alla classe politica.

Ma le primarie organizzate dal PD e dalla Lega hanno al stessa valenza?

Direi proprio di no.
In primis perché alle attuali primarie del PD (dove i due sfidanti forti sono Renzi e Bersani) il risultato non è scontato. Qui alcuni potrebbero ribattere che fino ad ora le primarie democratiche non sono state molto combattute (Prodi, Veltroni ad esempio non hanno mai avuto “veri” avversari di fronte) e da questo punto di vista hanno ragione; ma il problema delle primarie in salsa leghista ha un problema che si pone alla radice.

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