Scontri politici all’ombra del Papa

Ieri Papa Benedetto XVI si è dimesso, anche se personalmente io la chiamerei abdicazione dato che lui è ufficialmente anche il sovrano della Città del Vaticano; ma non sono qui a parlare di questo ma a parlare del suo successore.
Non conosco molto le gerarchie cattoliche ma sicuramente ci sono alcuni ragionamenti molto politici, e poco divini, che si usa spesso fare tra le mura vaticane. Continua a leggere

Nel Nord Africa è già inverno?

A inizio novecento gli Stati Uniti d’America aumentarono la loro influenza nei Paesi latino-americani tramite una serie di interventi militari che spesso coincidevano con l’instaurazione di un governo militare filo americano. Roosevelt cambiò politica estera ed inaugurò la “politica del buon vicinato”.
In Nord Africa la situazione è stata meno “pianificata”, ma nell’ultimo periodo (soprattutto dopo l’11 Settembre e l’acutizzarsi dello scontro islam-occidente) si è pensato che avere dittature non di stampo religioso (e magari vicine all’occidente grazie a meri interessi economici) potesse essere un buon argine contro un’espansione dell’islam estremista. Continua a leggere

Quando non si ha una notizia la si crea: ecco il ruolo del titolo in un pezzo giornalistico

Una mattina dai un’occhiata a Twitter e ti accorgi che tutti stanno parlando della puntata di omnibus che sta andando in ora in quel momento su La7: c’è Berlusconi. Allora mi sintonizzo, guardo la puntata (condotta molto bene, ndr) e alla fine torno a fare ciò che avevo lasciato. La sera accendo il tg e tra le prime notizie spunta: “Berlusconi candida Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica” (la notizia non veniva neanche proposta come una sparat, ma come qualcosa di concreto).
“Perdincibacco” esclamai, eppure io avevo guardato l’intervista e non mi pareva avesse detto proprio quelle parole. Riprendendomi la puntata, dopo 1h e 16 min si inizia a parlare dell’elezione del Presidente della Repubblica e Berlusconi dichiara una cosa del tipo: “ho un nome che piace anche alla sinistra e a cui non potranno dire di no, ma ora non lo posso dire perché se no lo brucio”. A quel punto gli chiedono: “È Giuliano Amato?” E l’ex premier nicchia, insistono e chiedono “È Mario Draghi?” (domanda fatta dopo 1h e 18 min e 30 sec) e lui risponde che sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica. In sottofondo Marco Damilano pensa di aver intuito che il Cavaliere con quella frase avesse avallato l’ultima ipotesi. Continua a leggere

Sciopero generale in tutta l’UE, voci dal basso di un sentimento unitario?

Ieri c’è stato uno sciopero generale in tutta Italia, nel nostro Paese siamo abituati agli scioperi, sia quando le cose vanno bene sia quando le cose vanno male. Non è una critica allo sciopero in sè, è che a volte se n’è abusato, infatti in questo periodo di grande crisi non c’è stata un’impennata di proteste (come invece si poteva pensare).

Allora cosa aveva di interessante questa manifestazione?
Da quello che avete sentito ai telegiornali perché ci sono stati forti scontri, ma a mio avviso il fatto importante era che in tutta Europa si scioperava e non solo in Italia. Era il primo sciopero organizzato a livello europeo e nessuno si è sottratto, neppure in quei Paesi dove le cose vanno meglio (come ad esempio la Germania).

Questo è un chiaro segno che i esiste un forte sentimento europeista nella popolazione, che pur nella difficoltà sa che la risoluzione passa attraverso una UE più forte e non attraverso la divisione. Secondo me questo è un ulteriore impulso dal basso verso un’unione politica europea più stringente.

Da cosa si potrebbe iniziare? Continua a leggere

Obama vs Romney: qual è il candidato migliore? Chi vincerà?

Le elezioni americane: si vota non solo per la nazione con il prodotto interno lordo più elevato, oppure per la nazione con l’esercito più importante e meglio addestrato; si vota in primis per la nazione che si trova prima in una miriade di campi: dalla scienza allo sport e che ha creato una cultura dominante a livello globale (tv, libri, musica, cinema etc). Perché siamo europei e italiani ma anche un po’ americani e questo discorso vale per tutte le popolazioni (forse gli unici esclusi sono coloro che vivono in Korea del nord).

Bando alle ciance, ora veniamo alla parte più di “sostanza” del discorso: chi vincerà le elezioni? C’è un candidato migliore? Continua a leggere

Anche in Grecia si sperimenta una maggioranza che unisce destra e sinistra, durerà anche lì un anno?

In Grecia ha vinto la destra europeista e se fosse una favola ci starebbe un bel “e vissero tutti felici e contenti”. Eppure io non sono così fiducioso perché per governare “Nea Dimokratia” dovrà allearsi col Pasok (i socialisti greci).
Io non seguo la politica greca, ma da quello che è uscito nell’ultimo anno ho capito che la politica in Grecia è instabile come poche altre (peggio della nostra per dire!); prendo ad esempio il referendum pro aiuti europei del 2011 (idea poi abortita) e le precedenti elezioni di maggio che hanno portato ad un nulla di fatto.

Alla luce di questo: quanto può durare questa larga maggioranza che noi in Italia chiameremmo “governo di responsabilità nazionale”?
Secondo me l’anno prossimo ci ritroveremo ancora qua a parlare delle elezioni greche e del rischio per l’economia europea e mondiale.