È l’ora della Bonino!

Il partito democratico è allo sbando e con i numeri di oggi (100 voti in meno per Prodi, padre fondatore dello stesso PD) vuol dire che Bersani non ha più il controllo delle “correnti” interne al partito, il che vorrebbe dire dimissioni (anche se dovremo aspettare a vederle almeno dopo l’elezione del Presidente della Repubblica).

Nel frattempo che fare?
Bisogna trovare un nome condiviso da parte del PD (dando per scontato che oramai il PD è spaccato in due, se non in tre parti) e, stando ai numeri, è praticamente certo che ci voglia la convergenza di altri due partiti.
Molti penseranno a Rodotà, ma a mio avviso il nome del giurista spaccherebbe il centrosinistra come è successo con Marini (se non peggio) e pur aggiungendo i voti del M5S si arriverebbe all’incirca a 400 voti (secondo mie stime).

Tornare a votare Marini sarebbe elettoralmente un suicidio, dunque nulla.

Votare la Cancellieri: è una possibilità che sta prendendo quota ed è interessante perché donna e  non appartenente a nessun partito. Peccato che dopo la salita di Monti in politica  tutto il suo governo si sia scoperto non poi così apartitico. In più, essendo già stata presentata questo pomeriggio, il suo nome è stato bruciato (difficilmente il PD andrebbe a votare per un candidato palesemente di un altro partito).

Dunque chi votare?
Si dovrebbe trovare un altro nome ben visto dall’arco costituzionale, che non faccia parte di nessuno dei partiti presenti, che non faccia urlare la gente all’inciucio, ben voluto dalla gente e magari anche donna. Sembra una missione impossibile ma secondo me la Bonino risponde proprio a questi canoni.

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